Francesca Moneta, studentessa scuote la Camera: “Non cito Salvini, ma se qualcuno pensa a lui…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 maggio 2019 12:01 | Ultimo aggiornamento: 10 maggio 2019 12:01

Francesca Moneta, studentessa scuote la Camera: “Non cito Salvini, ma se qualcuno pensa a lui…”

ROMA – Una studentessa di 18 anni parla alla Camera dei deputati il 9 maggio e scuote gli animi. “C’è troppo odio, va fermato”, dice Francesca Moneta, studentessa del liceo Virgilio di Milano, al toccante cerimonia nelle giornata della memoria delle vittime di terrorismo e di stragi. Intervistata dal Giorno, la studentessa spiega di non aver fatto nessun riferimento a Matteo Salvini, ma commenta: “Se hanno pensato a lui un motivo ci sarà”.

Al termine della cerimonia per la giornata delle vittime del terrorismo, Francesca ha preso la parola a nome di tutti gli studenti e ha lanciato un vero e proprio atto di accusa: “Anche noi stiamo vivendo un momento particolarmente difficile della nostra storia repubblicana. I valori democratici fondanti la nostra convivenza civile paiono a volte essere messi in discussione, persino da chi riveste alte responsabilità di governo”.

“Parole e gesti violenti – ha continuato Francesca, più volte interrotta dagli applausi – amplificati a dismisura dai social media, diffondono un clima di diffidenza e di odio nella società civile e mirano a screditare le istituzioni democratiche nazionali ed europee che sono nostre e che dovremmo imparare a tutelare e a difendere strenuamente per il bene di noi tutti”.

Il pensiero di Francesca è assolutamente condivisibile, anzi da condividere, ed è stato accolto dagli applausi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del vicepremier Luigi Di Maio. Le sue parole però hanno attirato anche commenti negativi da alcuni politici, segno che qualcosa si è smosso nelle coscienze. Intervistata da Il Giorno, la ragazza ha spiegato: “Eravamo divisi in tre gruppi di studio e ognuno ha affrontato un argomento, approfondendo la storia di Fausto Tinelli, Lorenzo Iannucci e Sergio Ramelli. Le loro vicende, in particolare quelle di Fausto e Iaio, uccisi a poca distanza da casa mia, mi hanno colpito molto”.

La parte del discorso più applaudita, quella contro l’odio fomentato, sembrava rivolta a Salvini, ma la Moneta ha precisato di non riferirsi a nessuno in particolare: “Se qualcuno ha pensato che quella frase, non rivolta ad alcuno in particolare, ha pensato che fosse rivolta a Salvini un motivo di sicuro c’è. Salvini utilizza i social in un modo non del tutto giusto”.