Boccia attacca Orfini: “Arrogante e spregiudicato”. Lite su Monti

Pubblicato il 2 settembre 2012 15:59 | Ultimo aggiornamento: 2 settembre 2012 15:59

pdROMA – Il terreno della contesa è montismo e antimontismo, i duellanti sono i pd Francesco Boccia e Matteo Orfini,  uno lettiano e l’altro dalemiano.

“Arrogante”, “spregiudicato”, “vittima di un egotismo ingiustificabile” e di una “evidente ossessione culturale per la restaurazione socialdemocratica”, sono le parole usate da Boccia per Orfini sul sito di «360», l’associazione di Enrico Letta. Boccia sostiene che Orfini giocherebbe a fare “il piccolo leader” e di lanciare “proclami apodittici” contro Monti: “Fissando l’orizzonte del “mai più Monti”, Orfini ha toccato un punto di non ritorno e ha aperto a Renzi una prateria”.

Cosa ha provocato tanto astio? Il Corriere della Sera spiega:

Orfini avrebbe «negato» il progetto stesso del Pd. Il problema è la ricetta per battere la crisi, ma a quanto si dice nelle segrete stanze democratiche il vero tema sono le tesi sul ricambio della classe dirigente che Orfini, archeologo mancato, ha declinato sul Giornale. Dove ha detto che chi è stato due volte ministro in esecutivi di centrosinistra caratterizzati da «una profonda subalternità al liberismo imperante», non può tornare al governo. Drastica misura di rinnovamento che rottamerebbe anche il vicesegretario Letta. «Non si può sparare sui giornali che Letta e Veltroni devono andare con Renzi — sputa il rospo Boccia —. Se Bersani è un capo, fissi paletti e regole. Se invece cede alla svolta socialdemocratica di chi vuole schierarci contro l’Europa e contro Monti, ognuno farà le sue scelte».