Fratelli-coltelli a sinistra/ Marco Rizzo: “Diliberto renda conto della sua amicizia con uno della P2”. Intanto, l’ex parlamentare del Pdci rischia l’espulsione

Pubblicato il 23 giugno 2009 19:28 | Ultimo aggiornamento: 23 giugno 2009 19:28

«È chiaro che la questione è pretestuosa». Marco Rizzo si ribella alla “stupefacente accusa” di aver remato contro il Pdci in campagna elettorale e rilancia: si dimetta il segretario Oliviero Diliberto. L’ex parlamentare dei Comunisti italiani in conferenza stampa a Montecitorio lancia una denuncia che ha a che fare con il suo partito, che lo vuole espellere semplicemente perché «ho chiesto conto degli incontri di Diliberto con massoni ex P2»: insomma «mi si vuole intimidire».

Rizzo ha dichiarato che «da tempo la mia posizione critica sulla partecipazione dei comunisti al governo Prodi, alla pessima scelta dell’Arcobaleno e alla recente e mal gestita unità dei comunisti è stata tanto mal sopportata dalla dirigenza quanto apprezzata dai militanti di base. Guarda caso la situazione è precipitata proprio ora, immediatamente dopo l’aver fatto notare al segretario Diliberto- dice Rizzo, che è stato convocato dalla commissione di garanzia del partito – che un puzzle di iniziative pubbliche locali da lui svolte nel tempo lo vedevano sempre “accompagnato” da un volto noto della P2».

Rizzo si riferisce al supermanager Giancarlo Elia Valori: «Capisco – affila la lama Rizzo citando ben otto occasioni che hanno visto insieme Diliberto con “un uomo legato al capo della P2”- che possa capitare a tutti di partecipare a incontri pubblici con interlocutori “imbarazzanti”, resta però difficile giustificarlo quando gli incontri risultano frutto di conoscenza al punto tale da presentarne addirittura i libri».