Fratelli d’Italia potrà utilizzare simbolo An. Gasparri: “Non resteremo a guardare”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Dicembre 2013 18:43 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2013 19:37
Fratelli d'Italia potrà utilizzare simbolo di An: assemblea fondazione dice sì

Giorgia Meloni (LaPresse)

ROMA – Il partito dei Fratelli d’Italia ha ottenuto la possibilità di utilizzare il simbolo di An per il 2014 nelle elezioni europee.

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L’assemblea della Fondazione di Alleanza Nazionale ha infatti approvato con 290 sì la mozione di Meloni-La Russa-Alemanno per l’utilizzo del simbolo nel logo di Fratelli d’Italia.

“290 voti sono un po’ pochini per scippare un simbolo. E non servono nemmeno per andare in Europa”, ha detto Francesco Storace de La Destra, partito che secondo le intenzioni del suo leader si sarebbe dovuto ribattezzare “La Destra-Alleanza Nazionale” ed utilizzare il simbolo che ora appartiene a Fratelli d’Italia.

“Dall’assemblea di “An roba senza vergogna” ha concluso Francesco Storace.

Quanto accaduto non piace nemmeno a Roberto Menia, promotore delle altre due mozioni che sono state ritirate vista la forza dei numeri a favore di Fratelli d’Italia : “E’ un atto di arroganza verso un simbolo che ha raccolto milioni di voti e ora diventa parte minimale di un logo di un altro partito”.

Menia non nasconde la sua delusione perché cercava, a suo dire, un accordo. “Si poteva concludere – afferma – in un altro modo ma c’è stato un prendere o lasciare. Poteva esserci la ripartenza della destra riaprendo quella casa che avevamo chiuso per andare nel Pdl, ora che il Pdl non c’è più ed è tornata Forza Italia”.

“Non vedo perché – aggiunge Menia – un partito dell’1,7% possa pretendere di essere il riferimento di tutta l’aria che era di An”. “Hanno imposto la loro linea – aggiunge Menia – e il voto è stato come le forche caudine per realizzare una nostra sconfitta politica”. “Ma non si ricostruisce così – conclude Menia – la riaggregazione nel campo della destra”

Critiche anche da Maurizio Gasparri e Altero Matteoli che in una nota congiunta, scrivono:

“Come previsto l’assemblea della Fondazione An ha registrato una notevole confusione e un’evidente violazione di regole statutarie. Alla fine, su oltre mille iscritti alla Fondazione, hanno rinnovato l’adesione in 695. La mozione approvata ha ottenuto 290 voti, proponendo l’uso parziale e provvisorio del simbolo An da attribuire ai Fratelli d’Italia. Il numero degli aventi diritto, 695, ma che non hanno partecipato al voto ritenendo inammissibile la mozione sull’uso del simbolo e’ stato quindi superiore a 400. Noi abbiamo ritirato la nostra mozione che ribadiva la necessità di decisioni limitate ai compiti statutari della Fondazione, anche in considerazione del caos che ha caratterizzato vari momenti dei lavori. Le modalità confuse con cui si è conclusa l’assemblea e la decisione presa, molto opinabile sia per il contenuto che per la forma, appare non legittima anche sotto il profilo numerico, essendo stata presa da meno di un terzo degli aderenti alla Fondazione. Manipolare in condizioni simili un simbolo storico è operazione azzardata, che causerà  ulteriori discussioni in altre sedi. Ribadiamo che lo statuto non consente alla Fondazione decisioni di tale tipo. Il fatto è chiaro ed eclatante e noi non resteremo a guardare. Al senatore Franco Mugnai intanto, al quale abbiamo pubblicamente espresso grande apprezzamento per il lavoro fatto nei mesi che hanno preceduto l’assemblea, rinnoviamo ancora una volta fiducia e stima, uniti a sincera gratitudine per la pazienza dimostrata anche nel clima di queste ore”. 

Alla fondazione Allenza Nazionale chei si è svolta oggi 14 dicembre all’hotel Ergife di Roma, si è discusso anche del patrimonio di An Iche consiste in circa 55 milioni di euro e una settantina di immobili. L’assemblea ha deciso che il patrimonio non si tocca. Anche Fratelli d’Italia, nella sua mozione approvata ha dichiarato che “nulla pretende del patrimonio di An che deve continuare ad essere gestito dalla Fondazione nella sua piena autonomia e secondo i dettami del suo statuto e il rispetto delle leggi”.