Frattini: “Non è il momento per una crisi di governo. Bisogna sostenere Monti”

Pubblicato il 18 Maggio 2012 15:21 | Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2012 16:11

ROMA – ''Come precisato da Berlusconi ed Alfano questo non è il momento di pensare ad una crisi di governo. Piuttosto, è il momento di sostenere Monti in modo costruttivo e propositivo, chiedendo modifiche, integrazioni, miglioramenti nelle proposte del Governo. Nell'interesse nazionale dobbiamo dare a Monti la forza per sedersi ai tavoli europei ed internazionali, e chiedere ad esempio che i debiti per le infrastrutture siano scorporati dai deficit nazionali, o che gli eurobond diventino finalmente una realtà. Per far questo il Governo deve essere forte di una maggioranza non altalenante''. Lo afferma il responsabile esteri del Pdl Franco Frattini in un'intervista alla rivista on line illaboratorio.net.

Riguardo alla crisi greca e alla posizione dell'Unione europea, Frattini ha detto: ''Penso che l'interesse dell'Europa sia innanzitutto quello di salvare la Grecia e di tenerla nell'area euro, e vedo con soddisfazione che il cancelliere Merkel ha aperto alla possibilità di misure di stimolo e di sostegno finalizzate a mantenere la Grecia nell'Euro, altrimenti si innescherebbe una spirale estremamente pericolosa. Già si pensa ad un piano B per il Portogallo, così come alla difficoltà di accesso ai mercati per la Spagna, quindi mi pare che la conclusione debba essere aiutiamo la Grecia per aiutare noi stessi. Altrimenti il sistema europeo finisce per essere un grande autobus dal quale si può entrare ed uscire''.

''La prospettiva – prosegue – è quella di pensare ad un'Europa federale. Quella monetaria ed economica ha lasciato molto a desiderare perché manca una governance politica. Il debito della Grecia non è il solo problema: penso ad esempio al debito legato ai progetti infrastrutturali. Rispetto a questo aspetto io credo che certi debiti non dovrebbero essere considerati nazionali, ma europei. Se si finanziano le grandi infrastrutture trans-europee dobbiamo farlo con gli eurobond, con gli europrojet, cioè con investimenti che gravano sull'intera Europa perché fanno il bene della sua crescita. Finora, invece, li abbiamo fatti gravare sui deficit nazionali, impedendo, quindi, agli Stati indebitati di lanciare iniziative per la crescita. E' venuto il momento di invertire questa rotta''