Friuli Venezia Giulia: Lega e FI più 13%, Pd e alleati più 5%. M5S meno 12%

di Riccardo Galli
Pubblicato il 30 aprile 2018 12:39 | Ultimo aggiornamento: 30 aprile 2018 12:39
Friuli Venezia Giulia: Lega e FI più 13%, Pd e alleati più 5%. M5S meno 12%

Friuli Venezia Giulia: Lega e FI più 13%, Pd e alleati più 5%. M5S meno 12%

ROMA – Friuli Venezia Giulia: Lega e Forza Italia stravincono le elezioni regionali. A conteggio dei voti quasi ultimato il candidato del Centro Destra, il leghista Fedriga, viaggia intorno al 57 per cento dei consensi, un plebiscito.

Già, ma chi vince nella corsa interna tra Lega di Salvini e Forza Italia di Berlusconi? Vincono entrambi o almeno avanzano entrambi. La Lega si porta abbondantemente sopra il 30 per cento dei voti (circa 7/8 per cento in più), Forza Italia cresce di un paio di punti in percentuale. Dunque Lega, Forza Italia e Centro Destra stravincono. Se raffronto politico doveva esserci rispetto al voto del 4 di marzo i vincitori sono loro, sono loro che prendono più voti di due mesi fa. Due mesi fa il Centro Destra in Friuli raccoglieva il 43 per cento, ieri ha ottenuto quasi il 57 per cento, tra i 13 e i 14 punti in più.

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Il Pd e i suoi alleati per l’occasione cui era stato assegnato il ruolo di massimo perdente in questa consultazione invece pareggiano…fuori casa. Due mesi fa aveano raccolto il 23 per cento dei voti, ieri hanno sfiorato il 28 per cento. Quindi niente tracollo, anzi. Centro sinistra perde alla grande il confronto con Centro Destra ma resta in piedi, si rimpannuccia elettoralmente, smentisce pronostici di sparizione. Insomma, ci può stare. Sospira di sollievo che di questi tempi nel centro sinistra è come cibarsi di ambrosia.

M5S invece ci resta male perché va male. Due mesi fa il 24 per cento dei voti qui in Friuli, non una marea rispetto al dato nazionale ma se non è stata marea due mesi fa, ieri è stata già risacca: 12 per cento circa dei voti a M5S. Il titolo: M5S voti dimezzati è molto ad effetto e infatti qualcuno lo fa. Non è proprio così, non è almeno quel che quei titoli auspicano o sottendono. M5S nelle elezioni amministrative va sempre meno bene che in quelle politiche, l’astensione è stata pari alla metà degli aventi diritto al voto e mai come oggi il voto M5S è voto d’opinione…

Però in questo angolo d’Italia la spinta M5S si è arrestata. Bruscamente arrestata. Dicono gli osservatori e politologi con i risultati ancora freschi in mano che l’elettorato possa esser stato sfavorevolmente impressionato dal fatto ce M5S in quasi due mesi non è riuscito a dare un governo all’Italia pur avendo in mano la forza del partito più forte. Spiegazione troppo sofisticata, molto tributaria di cronache e sensibilità per così dire di Palazzo. Più facile terra che terra che M5S possa pagare in termini elettorali il suo accentuato pescare in ogni sentimento e umore elettorale.

Per M5S hanno votato il 4 di marzo anche coloro che vogliono cancellare il Pd dalla faccia della Terra. E M5S ha trattato o almeno preso in esame l’idea di governare con il Pd. Per M5S hanno votato coloro che vogliono cancellare l’euro e la Ue (e anche l’immigrazione). E ora M5S in procinto di governare ha scoperto che l’euro protegge più di quanto non danneggi e che assumere diecimila tra poliziotti e Carabinieri si può, espellere 600 mila clandestini è proposta ridicola, al limite del demente per la sua materiale impraticabilità. Per M5S hanno votato da destra, da sinistra, da dovunque. E M5S giunto sulla soglia del governo, qualunque scelta faccia o accenni, scontenta o lascia perplessa parte del suo recentissimo elettorato.

M5S comincia a pagare dazio, per ora piccolo, della stessa moneta pagata dal 2013 in poi dal Pd. Nell’Italia dove governare è peccato e scegliere e decidere è autoritarismo. Nell’Italia dove democrazia è identificato con il non scegliere, non decidere, rimandare, sospendere, convocare. Nell’Italia dove gli elettori non vogliono nessuno si allei con nessuno. Nell’Italia dove il governo possibile più votato in un sondaggio è il governo M5S-Lega che raccoglie il 32 per cento delle opzioni favorevoli a fronte del 50 e passa per cento dei voti raccolti dai due partiti due mesi fa. Nell’Italia dove un governo M5S-Pd piace al 18 per cento degli intervistati (51 per cento dei voti raccolti dai due partiti). Nell’Italia dove un governo M5S-Centro Destra piace al 17 percento (70 per cento dei voti il 4 di marzo)…

In quest’Italia Di Maio e M5S si sono inventati la super cazzola 3.0 secondo la quale M5S non si allea con nessuno ma fa solo contratti di governo, come se fare contratti o alleanze di governo differisse in qualche cosa. Di Maio e M5S garantiscono che non è zuppa ma pan bagnato. Ma l’Italia elettorale che punisce chi governa e chi si allea già comincia a non fidarsi di chi non vaffa sempre e solo vaffa come prima più di prima.