Fusione Finanza-Carabinieri e Polizia-Forestale: il piano del governo Renzi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 ottobre 2014 9:21 | Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2014 9:21
Fusione Finanza-Carabinieri e Polizia-Forestale: il piano del governo Renzi

Fusione Finanza-Carabinieri e Polizia-Forestale: il piano del governo Renzi

ROMA – Guardia di Finanza e Carabinieri, Polizia e Forestale. Queste le due fusioni che entro la fine del 2014 il governo di Matteo Renzi vorrebbe operare per il riassetto delle forse dell’ordine italiane. Nel 2015, invece, dopo la Forestale anche la Penitenziaria sarà assorbita dalla Polizia, per un risparmio stimato di oltre 2 miliardi di euro. E cambia anche la legge dell’inamovibilità dei veriici dei corpi di polizia: con la riforma infatti rimarranno in carica per un periodo di tempo limitato.

Francesc Grignetti su La Stampa scrive:

“L’idea è di cominciare il 15 ottobre, con la Legge di Stabilità, che prevederà la confluenza della Forestale nel Dipartimento di Ps. Il resto vedrà la luce nel corso dell’anno prossimo con un ddl di riforma”.

L’obiettivo del governo è tagliare gli sprechi:

“È uscita fuori la storia del porticciolo di Ponza, dove evidentemente qualche parlamentare del Pd ha trascorso le vacanze, e che ostenta affiancati sullo stesso molo un motovedetta della Finanza, una pilotina della Guardia costiera e un gommone della Polizia. «C’è tutta questa emergenza criminale a Ponza da giustificare un tale dispiegamento di mezzi?». Risate”.

Nel mirino del governo anche l’inamovibilità dei capi:

“La legge prevede che non possano essere rimossi salvo casi eccezionali (vedi il precedente più unico che raro del generale Roberto Speciale, avvicendato al vertice della Gdf per ordine del governo Prodi, poi reintegrato da un Tar, che si dimise 48 ore dopo la sentenza per carità d’istituzione). Qualcuno a quel tavolo presieduto da Matteo Renzi ha ricordato il caso di Cesare Patrone, dominus della Polizia Forestale da 10 anni. «Almeno Gianni De Gennaro ebbe il buon gusto di dare le dimissioni dalla Polizia dopo il settimo anno, considerato che tanto dura il mandato dei Presidenti della Repubblica»”.

Dunque il periodo di tempo in carica potrebbe essere fissato a 3, 5 o 7 anni:

“È tutto da decidere, ma il principio è questo. E Renzi annuiva mentre qualcuno diceva: «Siccome sono nomine intoccabili, è ovvio che come capo si debba scegliere sempre un generale o un prefetto ultrasessantenne, perché sennò te lo ritrovi sulla poltrona per venti anni. Alla faccia del merito»”.

E così entro la fine del 2014 inizieranno le fusioni tra Polizia di Stato e Corpo Forestale:

“Da subito saranno cancellati la dorata poltrona del comandante generale, accompagnata da uno stipendio di 320 mila euro, il suo staff, lo stato maggiore insediato a Roma, e i 20 comandi regionali. I veri risparmi, però, verranno dall’amalgama di logistica, acquisti, manutenzione dei mezzi, sedi periferiche”.

Poi sarà il momento del riassetto della Guardia di Finanza e della Penitenziaria:

“La prima, nel tempo, si è specializzata nelle indagini economiche, fiscali e valutarie, nella repressione del contrabbando, nella tutela della spesa pubblica, nella lotta all’evasione fiscale. Tutte eccellenze che il governo intende ovviamente salvaguardare. La Finanza, in quanto tale, sarebbe quindi destinata a scomparire e i suoi 30 mila effettivi saranno assorbiti dai Carabinieri. La Penitenziaria a sua volta, forte di 38 mila agenti, s’integrerebbe con la Ps. Secondo calcoli dei sindacati di polizia, un’operazione del genere a regime potrebbe generare risparmi per 2 miliardi di euro”.