G8/ Disagi per la popolazione terremotata. Un uomo che faceva motocross viene bloccato dai militari a Filetto e poi pedinato per un’intera giornata. Ma un fotografo raggiunge incontrollato l’elicottero di Berlusconi

Pubblicato il 8 Luglio 2009 19:56 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2009 19:57

blindato-2Il G8 in corso all’Aquila sta creando più di un problema alla popolazione terremotata che già vive una condizione non certo positiva. A dare la misura dei disagi è il racconto di un terremotato di mezza età di Paganica con la passione del moto crossing che, in un giro con la moto, è stato assaltato da alcuni militari stanziati con una base a Filetto, un paese vicino l’Aquila.

«Ho la passione del cross e dalla scossa del 6 aprile solo ieri sono finalmente riuscito a rifarmi un giro con la mia moto – racconta l’uomo – All’improvviso ho trovato il sentiero di montagna che percorrevo di solito sbarrato da reticolati e dal filo spinato. Ho capito dopo che era un campo militare perfettamente mimetizzato con tanto di postazioni radar, blindati e batterie di missili, posto su un colle a poche centinaia di metri dal paese di Filetto».

L’uomo racconta anche che, a seguito di questo evento, «per oltre un giorno sono stato seguito da un’auto in tutti i miei spostamenti, anche mentre andavo al lavoro o incontravo parenti e amici. Quello che preoccupa è che ormai ci sentiamo osservati e spiati in tutti i nostri movimenti quotidiani».

Episodi del genere in questi giorni sono molto frequenti, come ci racconta Angelo Venti, del presidio di Libera Informazione. L’Aquila è praticamente divisa in due e nella zona dove ci sono anche le tendopoli è impossibile recarsi al lavoro o far circolare uomini, mezzi e merci senza i necessari pass, autorizzazioni rilasciate con il contagocce solo dopo stretti controlli e una lunga trafila burocratica. I negozi sono chiusi e sono difficili anche i rifornimenti nelle tendopoli.

Questi controlli così ferrei e comprensibili, però, talvolta fanno acqua da tutte le parti. Oltre al casello di Bussi, libero in entrata verso L’Aquila ma bloccato in uscita, c’è un’altra storia che lo stesso Venti ci racconta e che fa riflettere. Un fotografo oggi è riuscito ad arrivare vicinissimo all’elicottero che aveva portato Silvio Berlusconi ad Onna per incontrare Angela Merkel, semplicemente raggiungendo il luogo dell’atterraggio tramite un ponte pericolante, ed evitando così i controlli delle decine di forze dell’ordine appostate alle porte della cittadina.