G8 Genova, Mantovano: “I poliziotti condannati resteranno al loro posto”

Pubblicato il 19 Maggio 2010 13:15 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2010 13:41

Perquisizione alla scuola Diaz di Genova

I poliziotti condannati per l’irruzione alla scuola Diaz di Genova restano al loro posto. “Questi uomini hanno e continuano ad avere la piena fiducia del sistema sicurezza e del ministero dell’Interno”, ha detto il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, commentando la sentenza di condanna della Corte d’Appello per i pestaggi al G8 di Genova del 2001.

Quella della Corte di appello di Genova, aggiunge il sottosegretario, “è una sentenza che non dice l’ultima parola, in quanto afferma l’esatto contrario di quanto era stato stabilito in primo grado e quindi ora andrà al vaglio della Corte di Cassazione”.

Questo non significa, prosegue “che alla Diaz non sia successo nulla, ma la sentenza di primo grado aveva individuato delle responsabilità e distinto le varie posizioni”. E dunque, sottolinea Mantovano, sono “ragionevolmente convinto che la Cassazione ristabilirà l’esatta proporzione di ciò che è successo, scioglierà ogni ombra su fior di professionisti della sicurezza che oggi si trovano in questa situazione”. I funzionari della Polizia di Stato, conclude, “resteranno quindi al loro posto, che non si limitano ad occupare, svolgendo il loro ruolo con grande responsabilità e dedizione, rispetto al quale ci può essere solo gratitudine da parte delle istituzioni”.

I giudici hanno ribaltato la sentenza di primo grado sulla irruzione alla scuola Diaz nel 2001 ed ha condannato i vertici della Polizia di Stato, infliggendo in totale circa 85 anni di reclusione.

Le pene comminate dal giudice sono comprese tra 3 anni e 8 mesi e 4 anni. L’interdizione dai pubblici uffici avrà invece la durata di 5 anni. In totale sono stati condannati 25 imputati sui 27.

Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa Social Forum nel luglio 2001, e Antonio Bruno, membro del GSF avevano così commentato la sentenza: “Ora tutti i condannati devono essere immediatamente rimossi dai loro incarichi ed essere espulsi dalla polizia”.

“Non è accettabile che la difesa della Costituzione, della libertà e della sicurezza dei cittadini – scrivono Agnoletto e Bruno in una nota – sia affidata a chi è stato riconosciuto responsabile dal tribunale di reati estremamente gravi”.

“Finalmente dopo nove anni è stata resa giustizia alle vittime della violenza poliziesca, massacrate di botte la notte del 21 luglio 2001 – proseguono i due esponenti politici -. Con la condanna dei massimi dirigenti della Polizia presenti quella notte davanti alla Diaz il tribunale ha riconosciuto le responsabilità della catena di comando di chi ordinò, senza alcun motivo, l’assalto alla scuola Diaz. Ora, conseguentemente, il governo dovrebbe rimuovere chi allora era ai vertici della polizia e non poteva non sapere cosa i suoi immediati sottoposti stavano facendo”.