Franco Gabrielli difende Salvini: “Le maglie della Polizia? Io mai offeso, la gente non è idiota”

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 Settembre 2019 22:50 | Ultimo aggiornamento: 10 Settembre 2019 22:50
Franco Gabrielli difende Salvini: "Le maglie della Polizia? Io mai offeso, la gente non è idiota"

Il capo della Polizia Franco Gabrielli (Foto Ansa).

NAPOLI – La “gente non è idiota”, lo capiva che l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini indossava le magliette della Polizia per “farsi sentire come parte” dell’istituzione. Lo ha detto il capo della Polizia Franco Gabrielli a Napoli, prendendo sostanzialmente le difese dell’ex inquilino del Viminale. “Non ho mai vissuto come una situazione negativa” questo fatto. E anzi, aggiunge, “come un segno di vicinanza alla Polizia. Non mi sono mai sentito offeso”. 

In occasione dell’inaugurazione della nuova sala operativa a Napoli, Gabrielli ha risposto alle domande dei giornalisti che si sono per lo più concentrate sul nuovo corso che prenderà ora la direzione dell’Interno. “Ho sempre detto: ma signori miei, un ministro dell’Interno che è l’unica autorità di pubblica sicurezza, vertice politico della Polizia di Stato ha bisogno di una t-shirt per riaffermare questa sua funzione? Perché così facendo si rischia di immaginare che i cittadini siano una banda di idioti, che hanno bisogno di una t-shirt, di un vessillo per riaffermare una cosa di questo genere. Se mi sono sentito offeso? No”, ha precisato Gabrielli. 

Conversando poi con l’agenzia Ansa, il capo della Polizia ha ribadito che “contrariamente a chi ha sostenuto che si trattava di una forma di intimidazione, ho sempre sostenuto che il ministro dell’Interno non ha certo bisogno di indossare una maglietta per affermare il suo status”. Questo peraltro, ha sottolineato Gabrielli, “è il pensiero esplicitato anche durante il ministero Salvini e quindi non può essere interpretato come una postuma resipiscenza o come sassolini da togliersi dalle scarpe ora che non è più ministro”.

Gabrielli si è anche espresso sull’arrivo del neo ministro dell’Interno, l’ex prefetto Luciana Lamorgese: “Senza fare retropensieri, è più facile parlare e farsi comprendere con chi parla il tuo stesso linguaggio ma questo non può essere interpretato come un giudizio di valore. L’ho sempre detto, anche quando venivo additato a mia insaputa, il ministero dell’Interno ha forse più bisogno di un ministro politico che tecnico, ma questa è un’altra storia”.

A chi, poi, gli ha chiesto se la percezione della sicurezza sia stata condizionata anche dalla narrazione, Gabrielli ha spiegato: “Certo, la percezione è condizionata dalla narrazione ma è legata moltissimo al depauperamento delle risorse che ci ha progressivamente allontanato dal territorio. Dobbiamo rioccuparlo, che può essere anche una immagine militare anche se non è mia intenzione. C’è tema di paure, di narrazione, del ruolo che la rete provoca amplificando le paure ma c’è un tema legato alla nostra presenza sul territorio”.

Fonte: Ansa