Gabrielli Capo Polizia: stranieri 12%, reati 32%. Immigrazione predatoria c’è e cresce

di Lucio Fero
Pubblicato il 7 Ottobre 2019 8:51 | Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2019 8:51
Franco Gabrielli Capo Polizia: stranieri 12%, reati 32%. Immigrazione predatoria c'è e cresce

Franco Gabrielli in una foto Ansa

ROMA – Gabrielli Capo Polizia ne ha dette due o tre che meritavano di stamparsi nella testa degli italiani che contano e di quelli che contano meno. Ma nella testa dei più dell’una e della’altra categoria quelle due o tre cose vere, tostamente vere, non entreranno. E, se mai entreranno, non vi sosteranno che per decine di secondi. Come il popolo sa non c’è miglior sordo…

La prima delle tre, non ordine di importanza. Ma certamente quella che nessuno ascolterà, il solo sentirla farebbe litigare con se stesso il cittadino non solo medio, no proprio il cittadino italiano contemporaneo al completo. La prima è che i reati in Italia stabilmente diminuiscono di numero. Ma come, madai, ma come è possibile? Ma dove vivi?

Le cifre fornite da Gabrielli non convinceranno nessuno, proprio nessuno. E qualche ragione l’incredulo ce l’ha. Cifre dei reati denunciati. E quanti piccoli reati neanche li denunciamo, tanto non vale la pena? Cifre dei reati su cui si indaga. E quanti sono i reati su cui nessuno indaga? Vogliamo parlare, conteggiare buste e mazzette che corrono ogni giorno ovunque anche per minimi affari e miseri importi? Quanti sono oggetto di indagini? Resta che ci sono meno scippi di prima, si rubano meno auto e, incredibile degli incredibili, non c’è boom crescente di furti in appartamento. In maledetto compenso sono in crescita vertiginosa truffe agli anziani e imbrogli via web.

Ma questa era la prima delle tre di Gabrielli Capo Polizia. La seconda era sacrosanta e purissima verità che risulta però indigeribile al cosiddetto politicamente corretto e anche al, purtroppo, giornalisticamente usuale. La seconda di Gabrielli è stata che il deputato Leu Fassina non è un martire della barricata calpestato dalla protervo scarpone chiodato della Polizia. Fassina impediva materialmente l’ingresso in azienda (Roma Metropolitane) a un rappresentante del Comune di Roma. La Polizia è stata chiamata per garantire il diritto all’accesso, richiesta legittima. Ed era dovere della Polizia rispondere alla chiamata e garantire quel diritto secondo legge. Quindi ha detto Gabrielli i poliziotti hanno fatto il loro dovere, punto. Lo ascolteranno in pochi. Lo ascoltassero davvero, dovrebbe cessare il brutto vezzo di raccontare (giornali, tv e politica) quanto accaduto in un spingi-spingi come fosse cosa uguale ai carri armati a Tien An Men e/o la presa della Bastiglia.

Ed ecco la terza di Gabrielli Capo Polizia. Due conti: gli stranieri in Italia sono circa il 12 per cento della popolazione. I reati commessi dagli stranieri sono circa il 32 per cento del totale dei reati. Che esista un delta tra percentuale degli stranieri in Italia e percentuale dei reati d loro commessi è cosa ovvia e non certo per questioni di “razza”. E’ cosa ovvia perché gli stranieri si addensano in percentuale più alta tra i segmenti della popolazione in condizioni socio-economiche che ovunque sul pianeta e nella storia favoriscono il delinquere. Cosa ovvia, fino a un certo punto, fino ad una certa percentuale.

Poi, oltre quel limite, cosa ovvia più tanto non è. Anzi non lo è per nulla. Un rapporto uno a due tra percentuali stranieri e percentuale reati da loro commessi per così dire ci sta, è quasi fisiologica. Ma un rapporto che tende all’uno a tre come quello che oggi si registra è patologia statistica e sociale. E’ troppo per avere solo fondamenta e cause socio economiche.

Tanto più che questa percentuale non solo non cala per effetto integrazione che pure c’è ma effetto che non si vede perché viene sormontato e reso invisibile dal crescere dei reati). Non cala e neanche si assesta la percentuale dei reati commessi da stranieri in rapporto alla popolazione. Cresce invece e cresce veloce negli ultimissimi anni.

E allora vuol dire che l’immigrazione predatoria esiste e non è invenzione dei “cattivisti”.Immigrazione predatoria esiste, si organizza, vive. E cresce. Cresce accanto all’immigrazione che si integra e non delinque che pure c’è, eccome se c’è. Cresce accanto ma cresce. E negarlo, ostinatamente negarlo, negarlo ache contro evidenza non aiuta certo gli immigrati. Negarlo aiuta chi di immigrati non ne vorrebbe neanche uno perché considera quelli di un altro colore della pelle esseri inferiori. Negare o considerare un danno accessorio l’immigrazione predatoria non è astuzia della carità, è carburante per il razzismo. E questa non l’ha detta Gabrielli certo, sta scritta nell’incrocio tra i suoi dati sui reati nei Tribunali e i dati sui voti e consensi nei seggi elettorali e negli umori della gente.