Gaetano Quagliariello: “La magistratura resterà fuori dal pacchetto riforme”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Giugno 2013 9:25 | Ultimo aggiornamento: 28 Giugno 2013 9:25
Gaetano Quagliariello: "La magistratura resterà fuori dal pacchetto riforme"

Gaetano Quagliariello: “La magistratura resterà fuori dal pacchetto riforme” (Foto Lapresse)

ROMA – ”Nessuno pensa di introdurre nelle materie oggetto del ddl di revisione costituzionale il Titolo IV, quello che appunto riguarda la magistratura. I paletti non li ha fissati il governo, bensì il Parlamento; il governo si è limitato a recepirli in una legge”. Lo assicura in un’intervista al Messaggero il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello in merito alle polemiche sorte per un emendamento del senatore Pdl Dino Bruno.

L’emendamento chiedeva di modificare la dicitura al comma 1, dell’articolo 2, in modo da poter includere anche il titolo quarto della Costituzione, quello sulla disciplina costituzionale della magistratura tra le materie di competenza del comitato per le riforme costituzionali.

Bruno, afferma Quagliariello, ”ha semplicemente posto una esigenza che peraltro il governo aveva chiarissima. Ci sono delle materie che sono correlate a quelle che vogliamo toccare”.

 

Però, aggiunge, ”è e resta evidente che un problema giustizia in Italia c’è eccome”. ”Detto questo, è altrettanto evidente – e non ci possono essere dubbi in proposito – che non esiste alcun tentativo di rinnegare l’accordo che è stato raggiunto, insisto, in sede parlamentare e non governativa. E che si intende assolutamente onorare”.

L’agitazione scaturiva dal fatto che il blitz del Pdl in sede di Commissione rischiava di far saltare l’accordo preventivo di maggioranza che aveva stretto patti chiari e amicizia lunga fin quando il tema giustizia fosse restato fuori dal pacchetto.

 

Il tema della giustizia – sottolinea Quagliariello- non entra all’interno del disegno di legge speciale che stiamo facendo per rivedere l’articolo 138 della Costituzione. Le ricadute sul Titolo IV e anche su altre parti della Costituzione che sono connesse a quelle parti che il Parlamento ha deciso di rivedere, ebbene le eventuali e non obbligatorie ricadute invece si devono poter prendere in considerazione. Altrimenti si realizzerebbe una limitazione artificiale e illogica”.