Gasparri: patrimoniale PD-grillina all’orizzonte, allarme rosso

di Marilena D'Elia
Pubblicato il 16 Settembre 2019 8:00 | Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2019 23:46
Gasparri

Gasparri (nella foto): patrimoniale PD-grillina all’orizzonte, allarme rosso

ROMA- “Allarme rosso, la prima patrimoniale del governo Pd-grillini si profila all’orizzonte. Dal Governo attacco ai risparmi delle famiglie. L’attacco è diretto sui conti correnti degli italiani. Chi usa più di millecinquecento euro di contanti sarà tartassato.

Che del resto il Pd sia il partito delle tasse lo sappiamo bene. E con questa retorica della lotta al contante si vogliono tassare di più gli italiani.

Una manovra odiosa che colpisce soprattutto la fascia più anziana della popolazione che usa meno altri strumenti di pagamento. Una manovra che va denunciata e contrastata in maniera netta ed immediata.”

E’ la reazione del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri alla proposta di Confindustria per scoraggiare l’uso del contante e recuperare gettito fiscale. In vista della presentazione della prossima legge di bilancio urge infatti far quadrare i conti.

 “La proposta- si legge nella nota dell’11 settembre del Centro Studi Confindustria (CSC)- non comporta oneri aggiuntivi netti per la finanza pubblica e può dare “un recupero di gettito attraverso la riduzione dell’evasione fiscale”. Si legge ancora che “si propone un primo intervento di sconto sulle transazioni elettroniche, con un credito di imposta del 2% al cliente che paga con carta di pagamento. Un secondo intervento è invece costituito da una commissione sui prelievi di contante superiori ai 1500 euro”.

Continua il senatore forzista:

“Con la scusa di spingere verso l’uso di carte di credito e quant’altro si aggredisce il patrimonio e il risparmio degli italiani. Una minaccia concreta e insidiosa. Un modo disgustoso per entrare ancora di più nelle case e nelle tasche degli italiani. Sistemi di questa natura non passeranno mai.”

E conclude Gasparri: L’aggressione al risparmio e alle famiglie non troverà spazio né in Parlamento né nel Paese”.

La Confcommercio, da parte sua, sebbene da un lato condivida la tracciabilità dei pagamenti, dall’altro fa le sue osservazioni sui costi dei mezzi elettronici che finirebbero col gravare sugli utenti.

“L’impulso alla diffusione di sistemi elettronici di pagamento sicuri e tracciabili va certamente perseguito” – Replica infatti l’associazione in una nota del 12 settembre- “Per questo bisogna agire anzitutto sul versante della riduzione dei costi che l’utilizzo di tali strumenti comporta a carico di consumatori ed imprese. In particolare risulterebbe utile un credito di imposta a favore degli esercenti per le commissioni pagate per l’accettazione di carte di debito e di credito.

Ma una tassa in più, soprattutto in un momento di perdurante stagnazione dei consumi, non ci sembra francamente una buona idea”.

Per quanto riguarda la proposta di Confindustria ecco alcuni dei passaggi della comunicazione “Incentivare uso moneta elettronica e disincentivare il contante: una proposta” del CSC la cui versione completa si potrà reperire sulla home page di Confindustria (confindustria.it) nella sezione Centro Studi:

Il pacchetto di misure si sostanzia in un meccanismo che sia in grado di incentivare l’utilizzo della moneta elettronica e disincentivare l’uso del contante.

La proposta si articola su due interventi:

a) garantire un credito di imposta del 2 per cento al cliente che effettua i pagamenti mediante transazioni elettroniche. (al cliente che paga mediante carta di pagamento – carte di credito, debito e prepagate nominative- o bonifico bancario. Il consumatore paga il prezzo pieno ma accumula un reddito che verrà contabilizzato e comunicato dalla banca di appoggio della carta di pagamento. Il perimetro dell’iniziativa esclude le carte non nominative in quanto non associabili ad alcun codice fiscale. (incentivo all’uso della moneta elettronica);

b) introdurre una commissione in percentuale dei prelievi da ATM o sportello eccedenti una certa soglia mensile. Sembra ragionevole assumere di esentare i prelievi mensili fino a 1.500 euro: ciò si traduce in un’esenzione dalla commissione per il 75% dei conti italiani. Applicando una commissione del 2% sui prelievi eccedenti tale soglia – stima il Csc -, si avrebbe un gettito annuale di circa 3,4 miliardi.

L’idea è pertanto quella di istituire un sistema di penalizzazione per il ritiro del contante da ATM (bancomat) e presso gli sportelli bancari. La misura è da intendersi come intervento antievasione e a copertura dello sconto sulle transazioni elettroniche di cui al precedente paragrafo.

Sotto il profilo operativo, si dovrebbero sottoporre i prelievi da ATM e da sportello oltre una determinata soglia mensile per ciascun conto corrente a una penalizzazione mediante l’introduzione di una commissione alla fonte da calcolarsi in percentuale del prelievo effettuato, con il cliente che rispettivamente ritirerebbe direttamente la somma “al netto della commissione” (disincentivo allʼuso del contante).”

Fonti: Confindustria- confindustria.it; Confcommercio- confcommercio.it.