Corte Costituzionale: “Gasparri è processabile”. Offese il pm Woodcock

Pubblicato il 11 Marzo 2011 15:54 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2011 16:00

ROMA – Non vale “l’ombrello” dell’ insindacabilità per Maurizio Gasparri, almeno per le parole pronunciate dal parlamentare del Pdl contro l’ex pm di Potenza Henry John Woodcock. La Corte costituzionale ha infatti accolto il ricorso per conflitto fra poteri dello Stato sollevato dal Tribunale di Roma contro la deliberazione di insindacabilità votata dalla Camera dei deputati il 19 dicembre 2008.

I giudici della Consulta – nella sentenza n.81 del 2011 depositata in cancelleria – hanno infatti ritenuto che non vi è un nesso ”funzionale” tra quanto detto nel 2004 da Gasparri contro Woodcock (che poi l’ha querelato) nel corso di una trasmissione radiofonica Rai e l’attività parlamentare in senso stretto del deputato del Pdl.

Nella trasmissione “Radio 3131″, andata in onda l’8 febbraio 2004, Gasparri aveva detto, tra l’altro, che era ”stata spazzata via una farneticante accusa di un giudice irresponsabile di Potenza” e che ”il Csm e il Ministero della Giustizia metteranno fine all’azione dissennata di persone che calunniano” ma che in ogni caso ”faremo i conti in sede giudiziaria con chi si è comportato in quel modo”.

Secondo la Consulta, va ”ribadita la costante giurisprudenza di questa Corte, secondo cui – scrive il giudice relatore Paolo Grossi – per la sussistenza del nesso funzionale tra le dichiarazioni rese da un parlamentare al di fuori dell’esercizio delle proprie attribuzioni e l’esercizio, da parte sua, di atti riconducibili a quelle stesse attribuzioni, è necessario che ricorrano contemporaneamente due presupposti: il legame temporale tra l’attività parlamentare e quella esterna, in modo tale che a questa possa concretamente attribuirsi finalità divulgativa della prima; nonché, la sostanziale corrispondenza di significato, ancorché non testuale, tra le opinioni espresse nell’esercizio delle funzioni parlamentari e gli atti divulgativi, non essendo sufficiente né una mera comunanza di argomenti o di contesto politico cui esse possano riferirsi, né, tantomeno, una mera comunanza tematica”.