Gasparri: “Se fosse un comune, il Pd sarebbe sciolto per mafia”

Pubblicato il 7 Dicembre 2009 9:25 | Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre 2009 9:25
Maurizio Gasparri

Maurizio Gasparri

“La vera antimafia siamo noi. Nel Pd ci sono personaggi impresentabili come il senatore [Antonino] Papania con l’autista indagato per mafia e il senatore Tedesco in Puglia. Se il Pd fosse un Comune, sarebbe già stato sciolto per infiltrazioni mafiose”. A dirlo è Maurizio Gasparri, presidente dei senatori Pdl, in un’intervista al Giornale. Sulle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza “si sta costruendo il nulla servendosi di un omicida che ha assassinato un prete (don Pino Puglisi) rubandogli 200 mila lire e le marche della patente e che ha sciolto nell’acido il giovane Di Matteo”, afferma Gasparri. “Chi può dar credito a un personaggio del genere? Magistrati come Ingroia e come Spataro che ha dissestato la rete italiana antiterrorismo”. “Sarò sereno e implacabile: voglio capire se nel centrosinistra nei confronti della mafia c’era collusione o disattenzione. Indagheremo su chi invece di servire lo Stato ha servito la sinistra golpista”, afferma Gasparri. Il senatore ricorda di aver presentato nel novembre del 1998, “nella transizione dal governo Prodi al governo D’Alema”, un disegno di legge per prorogare il 41 bis, ma “era un governo inerte e disattento. Solo nel marzo del 1999 il coordinatore dei Ds Pietro Folena presentò una proposta analoga. Perché i vari D’Avanzo e Giannini non se la pongono una domanda su Prodi e D’Alema?”. Le dichiarazioni di Fini, prosegue Gasparri, “do per scontato che si riferissero alla necessità di verificare le dichiarazioni di Spatuzza mettendo a nudo i calunniatori. Mercoledì mattina al Senato – aggiunge – con i ministri Maroni e Alfano presenteremo i risultati della vera lotta alla mafia”.