Ex generale Speciale condannato in appello a 18 mesi per peculato

Pubblicato il 13 maggio 2010 19:07 | Ultimo aggiornamento: 13 maggio 2010 19:46
speciale

Roberto Speciale

L’ex comandante generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale, parlamentare del Pdl, è stato condannato in secondo grado a 18 mesi di reclusione (pena sospesa) per peculato in relazione al famoso carico di spigole ed altro pesce fatto portare il 26 agosto 2005 a Predazzo (Trento), dove il generale era in vacanza.

In primo grado Speciale era stato assolto dal tribunale militare di Roma “perché il fatto non sussiste”. Contro la sentenza di assoluzione aveva fatto ricorso la procura.

Speciale, secondo l’accusa, avrebbe impiegato per fini diversi da quelli istituzionali uomini e mezzi delle Fiamme gialle. L’episodio incriminato, documentato anche in un video, risale all’agosto del 2005. Secondo quanto ricostruito durante l’inchiesta coordinata dal procuratore militare di Roma Antonino Intelisano, l’allora comandante generale delle Fiamme gialle si trovava vacanza a Predazzo (Trento), presso la Scuola alpina della Gdf, con moglie, consuoceri, un altro generale e consorte. Il soggiornò durò dal 20 al 27 agosto.

Ad un certo punto, come venne ricordato da un testimone nel processo di primo grado, Speciale osservò che i finanzieri, lassù in montagna, di pesce non ne mangiavano mai. E così sarebbe nata l’idea di far arrivare un carico di spigole per una grande cena con il personale della Scuola. Proprio quel carico ittico è costato al generale l’accusa di peculato.

Un altro dei testi ascoltati, il pilota dell’aereo che portò il pesce da Pratica di Mare (Roma) a Verona (l’Atr 42 non atterrò a Bolzano, come previsto, a causa delle condizioni meteo), riferì che quella mattina del 26 agosto lui sapeva di dover trasportare a Bolzano due autorità. Accanto all’aereo trovò invece un furgone con circa 10 casse di pesce. A quel punto punto si rifiutò di partire, ma intervenne un ufficiale che ordinò di fare il trasporto. L’aereo, come detto, atterrò a Verona e qui fu preso in consegna da un’auto dei baschi verdi che lo portò a destinazione.