Dl Genova: Autostrade dovrà pagare ma non potrà ricostruire il ponte. Lo Stato potrà anticipare i soldi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 settembre 2018 16:55 | Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2018 17:12
Genova, ecco il decreto: Autostrade non potrà ricostruire il ponte

Genova, ecco il decreto: Autostrade non potrà ricostruire il ponte

GENOVA – La Ragioneria dello Stato ha posto il bollino al decreto Genova e così dopo 44 giorni dal crollo del ponte Morandi ora il dispositivo è atteso dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la firma.

Nel caso – si legge nella bozza (ecco il TESTO INTEGRALE) – in cui Autostrade non pagasse o ritardasse le spese di ricostruzione del ponte Morandi sarà lo Stato ad anticiparle, attingendo al Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale. La spesa autorizzata per il meccanismo di anticipazione ammonta a 30 milioni annui per il periodo dal 2018 al 2019.

 

Autostrade, si legge nel decreto, entro 30 giorni deve pagare “in quanto responsabile dell’evento” ma non può ricostruire. “Nel caso in cui Autostrade non pagasse o ritardasse le spese di ricostruzione del ponte sarà lo Stato ad anticiparle, attingendo al Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale. Per assicurare il celere avvio delle attività del Commissario, in caso di mancato o ritardato versamento da parte del Concessionario, a garanzia dell’immediata attivazione del meccanismo di anticipazione, è autorizzata la spesa di 30 milioni annui dal 2018 al 2019”.

Il governo stanzia altri 20 milioni di risorse che verranno trasferite alla contabilità speciale intestata al Commissario delegato. “La contabilità speciale intestata al Commissario delegato per l’emergenza”, che in base all’ordinanza del 20 agosto disponeva di 33,5 milioni, “è integrata di 9 milioni di euro per l’anno 2018 e 11 milioni di euro per l’anno 2019”, si legge nel testo. Le risorse sono coperte con l’uso del Fondo per le emergenze nazionali.

Il decreto Genova reintroduce, in deroga agli art. 4 e 22 del Jobs Act, la Cigs (cassa integrazione guadagni straordinaria) per cessazione di attività. La misura potrà essere autorizzata “sino ad un massimo di 12 mesi complessivi per gli anni 2019 e 2020”. Il decreto specifica: la “sostenibilita’” dell’onere finanziario per la copertura sarà “verificata in sede di accordo governativo”. “Qualora dal monitoraggio emerga che è stato raggiunto o sarà raggiunto il limite di spesa, non possono essere stipulati altri accordi.

Per le spese della squadra commissario straordinario che si occuperà della ricostruzione vengono messi a disposizione per il prossimo triennio 4,5 milioni di euro complessivi (suddivisi in 1,5mln per il 2018, 1,5mln per il 2019 e 1,5mln per il 2020). Il commissario avrà a disposizione un contingente massimo di personale pari a venti unità, di cui 19 unità di personale non dirigenziale e una unità di personale dirigenziale di livello non generale.