Genova. Ferruccio Sansa: “Non mi candido per M5S”. Beppe Grillo non l’ha chiesto

Pubblicato il 4 novembre 2014 8:58 | Ultimo aggiornamento: 4 novembre 2014 13:38
Genova. Ferruccio Sansa: "Non mi candido per M5S". Beppe Grillo non l'ha chiesto

Ferruccio Sansa: “Non mi candido per M5S”. Beppe Grillo non glielo ha chiesto

GENOVA – Beppe Grillo non ha chiesto di candidarsi nel Movimento 5 Stelle a Ferruccio Sansa, suo giovane ammiratore e vicino di villa sulla collina di Sant’Ilario, sulla riviera di Levante di Genova.

Lo ha confermato lo stesso Sansa in una intervista al principale quotidiano di Genova, il Secolo XIX.

Ferruccio Sansa, giornalista oggi del Fatto, dopo una importante carriera in molti quotidiani nazionali, era stato al centro di molte voci su una sua possibile candidatura a presidente della Liguria per il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo e non aveva nascosto la sua disponibilità in più di una occasione. Ferruccio Sansa è figlio di Adriano Sansa, capostipite dei magistrati “d’assalto” negli anni ’70 e successivamente sindaco di Genova. Dopo l’alluvione, Adriano Sansa era stato attaccato, ingiustamente, dal presidente della Liguria uscente Claudio Burlando, come se non ci fosse stato proprio Burlando, almeno negli ultimi dieci anni, a governare le sorti della Liguria.

Sull’onda della alluvione che ha colpito Genova ai primi di ottobre, Ferruccio Sansa ha scritto uno dei più chiari e comprensibili articoli comparsi sui giornali italiani sul perché della tragedia e sulle responsabilità politiche di Claudio Burlando. E anche in questa intervista non scherza.

Senza collegare il fatto che Beppe Grillo non glielo ha chiesto con la sua rinuncia a farlo, Ferruccio Sansa ha spiegato al Secolo XIX

“perché ha scelto di rimanere al suo posto di giornalista”,

rivelando anche chi

“davvero sarebbe stato pronto a sostenerlo”.

Emanuele Rossi del Secolo XIX gli ha ricordato che

“da mesi si parla di una sua possibile candidatura, prima con il M5S, poi con un’alleanza trasversale a sinistra, dai civatiani a Sel”

e gli ha chiesto:

“Com’è andata davvero?”.

Ha risposto Ferruccio Sansa, con grandi trasparenza e onestà:

“Le richieste ci sono state. Una parte di Sel, alcuni esponenti del Movimento cinque stelle genovese, ma non Beppe Grillo”

Cosa manca ai Cinquestelle?

“Fanno un’opposizione essenziale, da Burlando a Scajola, su temi come finanza e ambiente. Ma si chiudono nei regolamenti, rifiutano le alleanze e così facendo diventano i principali alleati del burlandismo”.

E dal Pd non è venuto nessuno?

“Ci sono stati contatti anche da parte del Pd, incluso due renziani molto vicini al premier. Non i quadri, i dirigenti, ma elettori, tanti. E quando la notizia è circolata sono stato contattato da tanti genovesi emigrati a Milano o all’estero, anche professori di università come Harvard e Stanford, che si sarebbero offerti di aiutarmi”.

E perché ha detto no?

“Non nego di averci pensato. Ma alla fine credo di poter essere più utile alla mia terra, che amo, facendo bene il mio lavoro”.

Burlando l’ha tirata in ballo più volte, quasi sfidandola a schierarsi e misurarsi col voto.

“Queste persone credono che esista solo la politica. Loro, Burlando come Scajola, vedono solo la politica, perché da trent’anni hanno soffocato il talento in questa Regione, occupando le poltrone della sanità, della Carige che prestava centinaia di milioni a operazioni come gli Erzelli alla faccia dei tanti risparmiatori genovesi, dell’Università, dei Cda delle partecipate con i loro uomini. E hanno spinto tantissimi giovani a scappare per trovare un’opportunità. Il declino della Liguria è nei fatti, il bilancio di questo sistema di potere sono i livelli di disoccupazione altissimi, le aziende in fuga, l’alta cementificazione del territorio, le infiltrazioni della ’ndrangheta… Il mio lavoro è di denunciare tutto questo”.

Ma se la politica è decisiva perché non impegnarsi in prima persona?

«Il mio è un caso singolo. Avrei dovuto lasciare il mio lavoro perché avrei perso indipendenza. E poi chissà se sarei stato in grado. Ma la Liguria ha davanti un’opportunità unica, quella di rifondare questa regione, fare tabula rasa di un sistema di potere. Il rischio che rivinca chi ha governato sinora è troppo alto”.