Gentiloni a 360 gradi: “Italia in ripresa, nun ce se crede”. E su Boschi e Mattarella…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 dicembre 2017 14:11 | Ultimo aggiornamento: 28 dicembre 2017 18:29
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Paolo Gentiloni alla conferenza di fine anno (foto Ansa)

ROMA – Paolo Gentiloni parla di tutto nella conferenza di fine anno: rivendica di aver voluto che Maria Elena Boschi non si dimettesse per il caso Banca Etruria, dice che l’Italia è in ripresa e che è tra i primi esportatori europei (commentando in romanesco “nun ce se crede”), ricorda a tutti che d’ora in poi sarà Mattarella a decidere il da farsi (compresa la data delle elezioni, sulla quale non si è sbottonato). Ecco gli stralci più significativi del suo discorso.

La ripresa dalla crisi.

“La verità è che l’Italia si è rimessa in moto dopo la più grave crisi del Dopoguerra”. Merito delle famiglie e delle imprese italiane, del lavoro e di chi si prende cura delle persone. “La politica deve avere un certo ritegno nel pensare che il merito sia suo”.

Gentiloni Bis?

Sull’ipotesi di un suo secondo mandato da presidente del Consiglio con una maggioranza di larghe intese, Gentiloni dribbla: “Qualsiasi cosa dica in risposta a questa domanda credo che sarebbe usata contro di me. Governerò fino alle elezioni, dove mi auguro che la mia parte politica prevalga per poi avere un esecutivo con determinate caratteristiche”.

I diritti civili.

Gentiloni rivendica la legge su unioni civili e biotestamento ma non manda giù il boccone amaro dello stop allo ius soli: “Il capitolo dei diritti è purtroppo incompiuto – si è rammaricato Gentiloni – ma è storico: l’anno scorso le unioni civili, quest’anno il reato di tortura, le norme contro il femminicidio e il biotestamento: per 16 anni ho sentito parlare di unioni civili e biotestamento, sono contento di essere nei governi durante i quali queste leggi sono state approvate”.

Caso Boschi.

Paolo Gentiloni conferma di aver voluto che Maria Elena Boschi rimanesse al suo posto di sottosegretario a Palazzo Chigi dopo le polemiche sulla vicenda Banca Etruria. Il premier ha tra l’altro aggiunto di aver accolto con “sollievo” la fine dei lavori della Commissione d’inchiesta sulle banche.

Ora tocca a Mattarella.

“Nei contatti che ho avuto con il Quirinale ho detto quello che ho anche affermato pubblicamente sull’attività del Governo, non ci sono segreti. Ora si deve rispettare il ruolo e la regia del capo dello Stato per i passaggi che ci attendono. La Costituzione parla chiaro, le decisioni spettano a Mattarella”. Con queste parole Paolo Gentiloni risponde a chi gli chiede cosa dirà al presidente della Repubblica nelle prossime ore.