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Ghedini: “Come avvocato non ho mai accettato soldi da Berlusconi”

”Come ho sempre dichiarato pubblicamente, e come è facile evincere dalla mia contabilità, da molti anni ho un rapporto di consulenza e di assistenza processuale con la Fininvest alla quale, senza che vi sia mai stata alcuna contestazione da chicchessia in dodici anni, ho emesso regolari parcelle per il lavoro svolto”. Lo afferma in una dichiarazione Nicolò Ghedini replicando ad un articolo che verrà pubblicato venerdì su l’Espresso.

”Per ciò che concerne i procedimenti personali del presidente Berlusconi, nonostante le sue reiterate insistenze, non ho mai ritenuto – aggiunge il parlamentare – di dover instaurare alcun rapporto economico, sia perchè ritengo che sia ingiustamente perseguitato da certa magistratura e da certa stampa, sia perchè mi lega a lui affetto fraterno, sia comunque per la caratura della persona essendo quindi per me un privilegio difenderlo. Bastava quindi un modesto controllo per evitare la propalazione di una notizia inesistente”.

Nell’articolo de l’Espresso anticipato si sostiene che ”nei procedimenti giudiziari, è il soggetto difeso che deve sostenere l’esborso per le parcelle”. ”La condotta descritta da Ghedini – riprende il settimanale – fa nascere diversi interrogativi, almeno sul piano tributario. Una società puo’ dedurre i propri costi per ridurre l’imponibile fiscale, non certo quelli personali del proprietario. E l’Iva corrisposta a un professionista puo’ essere detratta da quella da versare a saldo ma, ancora una volta, se si tratta di spese dell’azienda stessa, non degli azionisti”.

“Così, l’Agenzia delle Entrate potrebbe forse domandarsi – conclude l’Espresso – come le società di Berlusconi, che lasciò tutti gli incarichi nel 1994, si siano effettivamente comportate. Anche perchè non si tratta di bruscolini”.

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