Pansa: Montezemolo come la zitella Consiglia, tutti la vogliono ma nessuno la piglia…

Pubblicato il 11 settembre 2012 12:19 | Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2012 12:20
Luca Cordero di Montezemolo (LaPresse)

Luca Cordero di Montezemolo (LaPresse)

ROMA – Gianpaolo Pansa su Libero quotidiano guarda alle prossime elezioni e da voce a un elettore, il signor X. Chi è?

Il signor X è uno dei tanti italiani che da anni non vanno più a votare. Era sempre stato un elettore puntuale, poi si è disamorato della politica. Colpa di X o dei partiti? Lui ritiene che siano le parrocchie politiche ad averlo reso un astensionista. Troppe promesse a vuoto, incapacità cronica a risolvere i problemi del Paese, molta corruzione, nessun rinnovamento dei vertici. X ha scoperto di essere infastidito soprattutto dall’usura delle facce che ogni sera vede nei telegiornali. Ci sono politici sulla scena da vent’anni e qualcuno da trenta. A volte pensa: “Anch’io sono invecchiato con loro. Però non ho nessun potere e non siedo in Parlamento”.

[…] In passato il signor X è stato un elettore di sinistra. Ha votato per i socialisti del Psi, poi per i radicali e infine per gli eredi del vecchio Pci. È fatale che inizi a considerare l’ipotesi di scegliere il Partito democratico.

Ma al signor X descritto da Pansa le liti interne al Pd non piacciono. Quindi si guarda intorno, scarta il MoVimento 5 Stelle di Grillo e l’Idv di Di Pietro perché troppo populisti, scarta la Lega di Maroni perché è peggio di quella di Bossi, scarta il Pdl perché dilaniato da faide interne più feroci di quelle del Pd. Non vota neanche l’Udc di Casini perché non capisce cosa lo porti ad allearsi con Bersani e Sel di Nichi Vendola, visto che la sua collocazione naturale è nel centrodestra.

Allora? Allora il signor X guarda a quella nebulosa di centro, al polo dei moderati in cui si agitano due personaggi: il primo è il giornalista economico Oscar Giannino, firmatario insieme ad altri del manifesto neo-liberale “Fermare il declino”. E l’altro, più famoso, è Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Ferrari, ex presidente di Fiat e Confindustria, pupillo di Gianni Agnelli. Montezemolo che da anni dà l’impressione di un imminente ingresso in politica, salvo poi smentirlo e rinviarlo. A Montezemolo Pansa dedica tutto il finale del suo articolo:

Il signor X si domanda: “Come mai Montezemolo non si fa avanti e inizia a lavorare con il centrodestra?”. Le risposte possono essere tante, però ce n’è una che più di tutte frena il patron della Ferrari. Il vecchio capo comunista del dopoguerra, Palmiro Togliatti, sosteneva: “Per far bene il mestiere del politico, bisogna avere la pelle del rinoceronte”. Vale a dire essere disposti a sopportare i colpi più duri e non provare paura di niente. Neppure del proprio passato. 

Montez è disposto ad affrontare questa prova? Il signor X non lo sa. Essendo un lettore attento dei giornali, ha imparato che i professionisti dei partiti sanno essere brutali. Non vogliono intrusi tra i piedi. Tanto meno quando si tratta di personaggi popolari come Montezemolo. Anche per lui entrerebbe subito in azione un’impietosa macchina del fango. Ma forse Montez esita per un calcolo realistico: comunque vadano le elezioni, il governo lo farà di nuovo il professor Monti. 

Morale della favola? Il signor X andrà a votare, però non ha ancora deciso per chi. Su Montezemolo il nostro elettore non sa che cosa pensare. Ma ha un consiglio da offrirgli. Se intende occuparsi dei propri affari, nessuno potrà imputargli nulla. Anche condurre bene un’azienda, farla prosperare e offrire lavoro, è una scelta che giova al Paese. Ma a quel punto la smetta di illudere quanti lo vorrebbero in politica. Non tenga in piedi club di illuminati che non vanno mai al fronte, non arruoli cervelli da chiudere nel cassetto, non allestisca pensatoi condannati alla sterilità. 

Montez se ne stia nella sua bella casa di Bologna, alla Ferrari o spaparanzato sui propri treni veloci. Però si rammenti che, prima o poi, le occasioni svaniscono. E potrebbero emergere figure nuove che gli rubano la scena. Mi viene in mente la storiella della ragazza americana che non si decideva a concedersi al fidanzato. Poi il giovanotto venne chiamato alle armi, sbarcò in Italia, arrivò a Napoli e incontrò Concettina. Da ragazzo onesto, informò la morosa. Lei, in lacrime, gli scrisse: “Che cosa ha questa Concettina che io non ho?”. Il soldato rispose: “Ha quello che hai tu. Ma ce l’ha qui”.

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