Fini e la scorta al mare: ora chiede a Cancellieri di riformare il sistema

Pubblicato il 17 agosto 2012 9:40 | Ultimo aggiornamento: 17 agosto 2012 9:40
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Gianfranco Fini (LaPresse)

ROMA – Ora Gianfranco Fini chiede di rivedere “il sistema” della protezione, ”per limitare costi e sprechi, per impedire abusi, per snellire e razionalizzare i servizi di scorta”. Il presidente della Camera lo fa con una lettera pubblicata su Repubblica e lo fa dopo lo scoppio del caso sollevato da Libero sui costi degli agenti al suo seguito durante le vacanze a Orbetello.

Fini, quindi, lancia un appello al ministro dell’Interno per evitare che la scorta si trasformi per lui in una ”corte” che lo ”omaggia”. ”Chiedo pubblicamente al ministro Cancellieri – scrive Fini – di intervenire subito, nelle modalità che riterrà più opportune, per consentirmi di non godere piu’ di un ‘privilegio legale’. E chiedo ai tanti esponenti politici scortati di far sentire anche la loro voce e di agire. Non contro Belpietro (che ovviamente ha la scorta) – prosegue – ma contro quel muro di gomma e di ipocrisie che fa sì che in Italia cambiare le cose sia impossibile, a tal punto che perfino per vivere senza essere scortati pur non avendolo mai chiesto, occorre un trattamento di favore, una vera e propria raccomandazione”.

”Ho letto – aggiunge il presidente della Camera – che il ministro Cancellieri ha confidato a Merlo di voler cogliere l’occasione per ‘rilanciare la battaglia che da tempo vuol condurre a testa alta sull’uso e l’abuso delle scorte’. Molto bene, lo faccia subito e non solo a parole. Non dubito ne’ della sua volontà ne’ delle sue capacità. Dubito che possa riuscirvi se non avrà il sostegno convinto delle burocrazie ministeriali e soprattutto se il mondo politico non saprà trarre da questa vicenda agostana l’occasione per uno scatto di reni, per dimostrare concretamente di non essere una casta”.