Fini e la scorta in vacanza, il Viminale: “E’ obbligatoria”. Querela a Libero

Pubblicato il 13 agosto 2012 21:48 | Ultimo aggiornamento: 13 agosto 2012 23:19
fini e casini

Gianfranco Fini con Pierferdinando Casini (foto Lapresse)

ROMA – La scorta di Gianfranco Fini “è di competenza della Polizia”, dicono dal ministero dell’Interno. E il presidente della Camera ha detto che querelerà Maurizio Belpietro (direttore di Libero) per le accuse mosse dal quotidiano. Libero aveva scritto che Fini, durante le vacanze, era seguito da una scorta pagata con soldi pubblici.

Il quotidiano diretto da Belpietro aveva scritto che quando Fini era in vacanza nei pressi dell’Argentario la scorta sarebbe costata alle finanze pubbliche 80 mila euro per nove stanze d’albergo. Il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, ha chiesto una relazione al capo della Polizia sulla vicenda.

La risposta del Viminale è arrivata in una nota nella quale si sottolinea che ”la gestione, l’organizzazione e l’esecuzione del servizio non rientrano nelle competenze della Camera ma fanno capo all’ispettorato di pubblica sicurezza di Montecitorio”.

Nella relazione, che sarà consegnata al più presto al ministro Cancellieri, si spiega tra l’altro che “il dispositivo di tutela del presidente della Camera è normativamente fissato al massimo livello di rischio che impone la necessità di assicurare la protezione della personalità in tutti gli spostamenti sul territorio nazionale”.

Fini ha ringraziato pubblicamente il presidente del Senato, Renato Schifani (che ha preso le sue difese) ma anche il ministro dell’Interno ed il capo della Polizia ”per aver sollecitamente confermato che il presidente di Montecitorio non ha alcun ruolo nell’organizzazione delle misure di scorta e protezione di esclusiva competenza delle autorità di pubblica sicurezza”.

Infine l’annuncia di querela: “Il signor Belpietro risponderà in tribunale per le ”calunniose falsità” pubblicate.