Miccichè: “Falcone-Borsellino pessimo marketing, ci ricordano la mafia”

Pubblicato il 19 settembre 2012 17:59 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2012 17:59
gianfranco micciche

Gianfranco Miccichè (Foto LaPresse)

PALERMO – Falcone e Borsellino? Per Gianfranco Micciché non sono un buon marketing per la Sicilia e per l’Italia, quindi non vanno bene per chiamarci un aeroporto… Che figura ci facciamo, sostiene il candidato siciliano, con i turisti che arrivano e vedono il nome di due vittime della mafia, e così ricordano che qui c’è la criminalità organizzata. Parole che hanno fatto scalpore e alzato un vero e proprio polverone.

”Continuo ad essere convinto – dice Micciché – che intitolare l’aeroporto di Palermo a Falcone e Borsellino, significa che ci si ricorda della Mafia. Meglio intitolare l’aeroporto “ad Archimede o ad altre figure della scienza, figure positive”.

Anche solo questa frase spalanca la porta a reazioni indignate di ogni genere, allora Micciché tenta di correggere il tiro, ma fa ancora peggio: ”Bisogna intitolare tutte le coscienze dei siciliani alla memoria di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino e di tutte le altre tante vittime di mafia – ha detto – Sono i luoghi di rappresentanza istituzionale e democratica che dovrebbero essere, come monito di legalità, dedicati alla memoria delle vittime di mafia. Io stesso proporrò all’Assemblea regionale di intitolare l’aula parlamentare alle vittime di mafia. Ritengo, comunque, che sia una scelta di marketing sbagliata, per un territorio a vocazione turistica come il nostro, intitolare un luogo di partenza e arrivo come l’aeroporto alla memoria dei propri eroici caduti. Non ci si presenta ai tanti turisti che accoglie la Sicilia con il sangue di una delle più profonde e, ancora non sanate, ferite della nostra terra”.

Frasi, anche, che ricordano tanto quelle di Silvio Berlusconi quando se la prese con film come “Il padrino” o “La Piovra”, o libri come “Gomorra” che “fanno male all’Italia perché rendono famosa la mafia”. Così disse Berlusconi nel 2010 e quelle parole assomigliano tanto a quelle di Micciché oggi. Eppure lo stesso Micciché dice di aver preso le distanze dal Cavaliere: ”Non mi pento della mia alleanza con Lombardo, che ha fatto degli errori, mi pento di essere stato con Berlusconi, mi pento dalla mattina alla sera. Non mi pento di altro, e non faro’ pentire chi crede nel nostro progetto”. Eppure le sue parole non sembrano coincidere con le sue intenzioni…

Il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, si dice basito: ”Continuiamo a sentire da Miccichè frasi deliranti – afferma – Parla come se Falcone e Borsellino fossero due figure negative della storia di Sicilia. Miccichè forse vedrebbe positivo intitolare l’aeroporto che so, ad esempio, a Riina o a Provenzano? Rimango veramente attonito”.

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