Gino Strada: “Matteo Salvini? Anche lui dice qualcosa di intelligente sulla Siria”

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 aprile 2018 8:32 | Ultimo aggiornamento: 17 aprile 2018 8:32
Gino Strada dà ragione a Matteo Salvini sulla guerra in Siria

Gino Strada: “Matteo Salvini? Anche lui dice qualcosa di intelligente sulla Siria” (Foto Ansa)

ROMA – Gino Strada, il fondatore di Emergency, dà ragione a Matteo Salvini: “Anche lui dice qualcosa di intelligente. La sua posizione di contrarietà alla guerra in Siria è condivisibile”.

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Intervenendo a Radio Capital Strada, da tempo espressione della cosiddetta “sinistra arcobaleno”, ha avuto parole di elogio nei confronti di Salvini: “Sono contento di vedere che anche lui dice qualcosa di intelligente. Molto meglio questa posizione contro la guerra che non quelle contro i migranti”.

Duro il commento sulla guerra in Siria: “Dopo i raid dei giorni scorsi il rischio di finire in un’altra guerra c’è, ed è sempre maggiore. Non si vede altra alternativa per risolvere problemi seri e crisi importanti. È una follia totale, e rischiosa. Macron e Theresa May non hanno neanche consultato il parlamento. Non c’è più una fase di dialogo, di pensiero, di riflessione. Di fronte a qualsiasi problema, si pensa solo a quante truppe mandare o a quante bombe sganciare. C’è questa idea folle secondo cui per far finire una guerra bisogna iniziarne un’altra. In realtà così ci sono due guerre. Lo trovo irrazionale e pericoloso per il pianeta”.

Il fondatore di Emergency registra poi “l’assenza di reazione dell‘Onu. Sembra stia sparendo. Ormai fa solo raccomandazioni, come la mamma al bambino che va a scuola. Il compito delle Nazioni Unite dovrebbe essere ben altro. La loro storia è cominciata perché dovevano impedire ulteriori guerre, ed è un fallimento epocale: dopo la nascita dell’Onu ci sono stati 250 conflitti. È uno strumento che non ha mai funzionato e non sta funzionando, purtroppo”.

Quanto al fronte pacifista, per Strada, “l’appello del Papa è importantissimo e rispettabilissimo, ma resta l’impotenza. E questa sensazione credo sia una delle ragioni per cui il movimento pacifista resta silente. Io non sono un pacifista, ho sempre detto che sono contro la guerra. Essere pacifisti è stato spesso declinato da chi poi le guerre le ha fatte e promosse”.