Giochi, Pisanu: “Fatturato per 100 miliardi, ma ancora troppi profitti per criminalità organizzata”

Pubblicato il 18 Novembre 2010 17:20 | Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2010 17:20

Beppe Pisanu

Cento miliardi di euro. Questo il ‘fatturato’ dei giochi leciti e illeciti. E su questa enorme quantità di denaro, i ”maggiori profitti” vanno alla criminalità organizzata: è  quanto denuncia la commissione Antimafia, che mercoledì 17 novembre  ha approvato una relazione su questo fenomeno in crescita esponenziale. Il presidente Beppe Pisanu, in una nota, ha annunciato che la commissione tornerà ad approfondire la questione, avanzando anche proposte legislative. E intanto segnala la contraddizione contenuta nella legge di stabilità 2011 che da una parte prevede interventi per contrastare fenomeni di ”gioco compulsivo” e dall’altra apre a nuovi giochi e a nuove concessioni.

Nel presentare la relazione sui profitti della criminalità organizzata connessi al gioco lecito e illecito, relazione approvata ieri all’unanimità dalla Commissione Antimafia e trasmessa ai presidenti delle Camere, Pisanu ha sottolineato come tutti i dati raccolti indichino una allarmante continuità e contiguità, tra gioco lecito e illecito, entrambi utilizzati dalle mafie per infiltrarsi mafiosa nella società e nell’economia. ”Si tratta di un fenomeno che forse noi tutti – ha rimarcato Pisanu – abbiamo sottovalutato e che, peraltro, si accompagna quasi invariabilmente ai reati di usura e riciclaggio”. Il Governo, sottolinea la presidenza dell’Antimafia, si è mostrato consapevole della gravità della situazione, presentando un apposito emendamento alla legge di Stabilità per il 2011. L’entità  del fenomeno, d’altro canto, è tale da destare un forte allarme sociale. Solo nel corso del 2010 sono 30 le indagini della magistratura sul gioco lecito e illecito direttamente riferibili alla criminalità organizzata, con arresti e sequestri non solo nel sud Italia ma anche al centro e al nord.

”Segno – ha affermato Pisanu in Commissione – che la palma maligna di cui parlava Sciascia ha risalito la penisola anche con questo mezzo”. Il fenomeno appare estendersi ed aggravarsi in concomitanza con la perdurante crisi economica che ha investito anche il nostro Paese. Infatti, i dati forniti dai Monopoli di Stato attestano che la raccolta di denaro dei soli giochi leciti nel 2006 è stata pari a 15,4 miliardi di euro, mentre nel 2009 è aumentata di quasi il 400%, a 53,7 miliardi. Mentre secondo la Guardia di Finanza, la raccolta complessiva di denaro tra giochi leciti e illeciti è stata di 43,5 miliardi nel 2006, e dovrebbe aver superato i 100 miliardi nel 2009.

Le sole slot machine autorizzate sono circa 200 mila, ma si valuta che ve ne siano almeno altrettante abusive in funzione sul territorio nazionale. I costi economici e sociali del gioco, dunque, sono enormi, ed enormemente superiori alle entrate che lo Stato ricava dai giochi leciti. A trarne i maggiori profitti sono le organizzazioni criminali. ”E’ necessario – ha rimarcato Pisanu – contrastare con la massima energia questa gigantesca occasione di guadagno che, senza volerlo, anche lo Stato finisce con l’offrire alla criminalità organizzata”. ”Lodevolmente – osserva la commissione – la legge di Stabilità per il 2011 prevede con un emendamento al punto 78, lett. f, l’emanazione di un decreto interdirigenziale del ministero dell’Economia per l’adozione di una serie di interventi volti a prevenire e contrastare fenomeni di ludopatia conseguenti a gioco compulsivo. Ma, sempre al punto 78, lett. m, della stessa legge, è prevista la possibilità di aggiornare l’attuale palinsesto dei giochi con decreto direttoriale dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato introducendo nuove tipologie di giochi ed avviando, ove necessario, le procedure dell’affidamento in concessione”.