Giorgetti ancora contro M5s: “Prescrizione? Nel contratto c’è scritto diversamente”

Pubblicato il 4 novembre 2018 12:41 | Ultimo aggiornamento: 4 novembre 2018 12:41
Giancarlo Giorgetti Lega Nord

Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport (Ansa)

ROMA – Dopo la ministra Giulia Bongiorno, un altro esponente di spicco della Lega Nord prende le distanzr dal blocco della prescrizione proposto da M5s. Si tratta di Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport, uno delle persone più fidate di Matteo Salvini. 

Giorgetti che aveva già criticato il partito fondato da Grillo per il reddito di cittadinanza, in un’intervista a Repubblica, sulla presenza o meno della prescrizione nel contratto di governo, dichiara: “Non mi intendo di diritto penale, ma non credo che sia nei termini proposti dai relatori della legge”. E aggiunge: “Ci sarà una discussione. Bonafede si confronterà con i nostri esperti, non c’è dubbio. E troveremo una soluzione”.

Al M5S dice: “L’alleanza, come ho spiegato, si basa sulla fiducia reciproca. Se iniziamo a pensare ai sondaggi, ai giornalisti – sempre voi – all’ancien régime che vuole farci litigare per farci cadere, allora finisce male. Sta a noi evitare che accada”.

Sempre a questo proposito, rileva: “In realtà io e Matteo siamo molto preoccupati dai sondaggi sulla Lega. Perché li riteniamo un po’ gonfiati. E poi perché rischiano non solo di dare alla testa agli alleati, ma anche di provocare un’ubriacatura tra qualcuno dei nostri”. Quando gli si fa notare che con il 30% Salvini potrebbe chiedere per sé Palazzo Chigi, risponde: “Secondo le regole della politica è sicuramente così, ma Salvini neanche privatamente ha mai espresso questo auspicio. Anche perché se davvero prendiamo il 35% alle Europee e vinciamo in Emilia e Toscana, serve tempo per costruire una classe dirigente all’altezza”.

Sullo spred a 300, afferma: “Mi rendo conto. In Parlamento sulla manovra serve un comportamento serio e responsabile, restando nel 2,4%. Se sforiamo con emendamenti bizzarri, allora c’è un problema. Anche per lo spread”, sulle banche “monitoriamo attentamente la situazione. E siamo pronti anche a interventi tempestivi e risoluti”.