Giorgio Bocca: “Il Pd come il Psi di Craxi, Bersani si butti a mare”

Pubblicato il 31 agosto 2011 8:57 | Ultimo aggiornamento: 31 agosto 2011 9:00
Giorgio Bocca

Giorgio Bocca (LaPresse)

ROMA – “Rubano tutti”, anche a sinistra: novantuno anni e un “tono mite”, racconta il Fattoquotidiano, Giorgio Bocca dà sfogo alle sue riflessioni sull’onestà in politica. Lo scrittore e giornalista di Repubblica e L’Espresso vede “un’assoluta identità” tra il Pd e il Partito socialista di Bettino Craxi.

Quanto a onestà per Bocca tra destra e sinistra cambia poco e “Bersani non dovrebbe fare un passo indietro, ma un tuffo nel mare”. E ancora:  “Alla fine della Guerra io e altri partigiani pensavamo che il Partito socialista avrebbe cambiato il modo di fare politica in Italia. Nel giro di pochi anni tutte le persone per bene e oneste sono state cacciate da quel partito. Dove sono rimasti solo i furbi e i ladri. La politica è cambiata? Non lo penso”.

Alla domanda su eventuali pericoli all’orizzonte risponde: “L’unico pericolo è che questa intera classe dirigente, per non andare in galera, faccia un golpe. Proveranno a tirare avanti, come han fatto fino a ora. Chi ha i soldi se la cava. Cesare è ricordato come uno dei più grandi uomini politici della romanità ed era uno che confessava candidamente di aver rubato. Però potrebbe arrivare anche un moto d’ira popolare che li manda tutti a casa. Mi trovo di fronte a un’umanità incomprensibile. Un politico che ruba, sa di essere al di fuori dell’etica. Eppure lo fa. Io veramente non li capisco”.

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