Il finiano Conte al Fatto: “Un ministero se votavo fiducia a Berlusconi”

Pubblicato il 21 ottobre 2011 9:50 | Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2011 9:54

Giorgio Conte (Lapresse)

ROMA – “Cosa vuoi? Scegli: sottosegretario, ministro oppure una consulenza”. Il racconto è di Giorgio Conte, vicecapogruppo di Fli alla Camera e segretario regionale in Veneto. Conte racconta al Fatto Quotidiano di come nei giorni della fiducia al governo del 14 dicembre sia stato avvicinato da vari esponenti del Pdl per “ritornare all’ovile”, votare a favore di Berlusconi e avere così gratitudine attraverso un posto nell’esecutivo.

“Ci hanno provato in tutti i modi, offrendomi un posto nel governo a scelta. Non mi hanno mollato come fa il cane con l’osso. È stato dilaniante sul piano umano e politico”. Conte è uno dei sottoscrittori della commissione d’inchiesta sulla compravendita dei parlamentari. “Il mio telefono squillava in continuazione. Scegli: sottosegretario, ministro, oppure preferisci che ti facciamo avere consulenze o affidamenti di progetti per la tua attività?”. Chi parlava,Verdini? “Anche altri. Non sono codardo ho già subito una vendetta forse sarò un sognatore, ma non me la sento di fare i nomi di chi è stato con me in An per 30 anni”. Non solo: “Anche una donna che si professa eroina della destra. La conosco appena eppure mi ha chiamato come se fossimo amici di vecchia data”. Daniela Santanchè? “Mi ha promesso che quando avrei voluto mi avrebbe portato a Palazzo Grazioli per un incontro riservato con il presidente che mi stima molto. Ma se non ci ho mai scambiato una parola!”.

Conte racconta un retroscena gustoso su come funzionerebbe l'”attacco” alle pedine più disponibili: “Poi ho capito come funziona. Verdini si fa stampare le schede di Wikipedia di tutti i parlamentari utili per tenere in piedi questo governo agonizzante e le consegna a Berlusconi che se le studia in modo tale che quando i polli si presentano da lui restano colpiti dal fatto che conosce la loro storia a riprova del suo interessamento umano”.

Lui racconta di aver sempre rifiutato ogni offerta, tanto che oggi è ancora in Fli. Ma i contatti sono andati avanti fino ad aprile. “E questo è accaduto anche dopo il 14 dicembre, in prossimità di una fiducia tornavano all’attacco. Lo stillicidio è durato fino ad aprile. E anche dopo per la verità tramite faccendieri, non saprei come definirli altrimenti, che si spacciano come industriali”.

“Non sono nato ieri, ho 50 anni, ma di fronte a tanta spregiudicatezza ho provato disgusto. Sa cosa le dico? Dopo tanti anni di politica ho capito che la differenza tra destra e sinistra è una distinzione politicamente doverosa, ma ciò che fa la differenza, soprattutto in un Parlamento ridotto a merce di scambio, è essere una persona perbene”.