Napolitano da Assisi: “Basta ‘anti-politica’. No a degrado e illegalità”

Pubblicato il 5 ottobre 2012 22:21 | Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2012 22:48
Giorgio Napolitano ad Assisi

(Foto Ansa)

ASSISI – “Degrado, illegalità, immoralità, inefficienze istituzionali”. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha scelto la basilica di San Francesco d’Assisi per lanciare il suo “j’accuse” alla “inadeguatezza del quadro politico” mentre il “Paese soffoca” e guarda disgustato agli scandali della politica. Napolitano da Assisi ha parlato poi di Dio e della sua esistenza con il cardinale Gianfranco Ravasi, ma nel suo discorso l’attenzione è andata soprattutto ai partiti ed alla “anti-politica”.

Il presidente ha detto: “Quel che in Italia acuisce l’incertezza e produce grave disorientamento è l’inadeguatezza del quadro politico ad offrire punti di riferimento, percorso come è, da spinte centrifughe e tendenze alla frammentazione”, dice Napolitano nel silenzio generale della piazza.

Monito valido per entrambe i maggiori partiti, il Pd ed il Pdl, alle prese con convulsioni interne che non vedono fine. Nessuno riesce più a guardare “al bene comune, all’interesse generale” mentre “i tanti fenomeni di degrado del costume e di scivolamento nell’illegalità, insieme ad annose inefficienze istituzionali ed amministrative, provocano un fuorviante rifiuto della politica”, aggiunge.

Ma non basta: i partiti devono finirla “con contrapposizioni sterili e delegittimazioni reciproche che soffocano il nostro paese e la nostra società”, scandisce poi il capo dello Stato tra gli applausi della piazza. Il presidente ha poi “svelato” le ricette per uscire dalla palude: è vero, “la società italiana sta attraversando una fase di profonda incertezza ed inquietudine”.La soluzione sta nel “rivisitare e più fortemente affermare la nozione di “bene comune” o quella di “interesse generale”. Bisogna suscitare nella politica e tra i cittadini “una più diffusa presa di coscienza e mobilitazione morale e civile”.

Serve soprattutto, e qui il presidente si rivolge alle forze politiche, “la forza e la schiettezza del dialogo”. Ed alla mente di tutti ritornano le annose difficoltà dei partiti nel riformare la legge elettorale o le resistenze di alcuni sulla legge anti-corruzione.

Il messaggio di Assisi è proprio questo: tornare alla normalità, fare come in altri Paesi, come negli Stati Uniti dove la durezza del confronto politico non impedisce di trovarsi insieme intorno ad “un nucleo comune” e di lavorare insieme “per l’interesse generale”.

Secondo Napolitano in Italia è stata forte la consapevolezza “di un’apertura della nostra tradizione laica, che ha favorito un clima di comprensione, più che in altri paesi dell’Europa occidentale, tra credenti e non credenti”. Parole pronunciate nella basilica di san Francesco da un presidente che, come lui stesso ha rivelato al cardinal Ravasi, “non è stato toccato dal lume della grazia”.