Giorgio Napolitano: “Consolidare convivenza o tutto è a rischio”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 settembre 2013 19:38 | Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2013 19:41
Giorgio Napolitano: "Consolidare convivenza o tutto è a rischio"

Giorgio Napolitano, a sx il sindaco di Barletta, Pasquale Cascella (Foto Ansa)

ROMA – “Se noi non teniamo fermi e consolidiamo questi pilastri della nostra convivenza nazionale tutto può essere a rischio”. L’ennesimo appello del Capo dello Stato all’unità nazionale per scongiurare la crisi prende spunto dalle celebrazioni per il 70° anniversario della ribellione all’occupazione nazista del Comune di Barletta. Giorgio Napolitano si è complimentato con il comune pugliese e ha esortato le istituzioni locali a proseguire con iniziative che consolidano “questi pilastri della nostra convivenza nazionale”.

Questo il testo del discorso pronunciato da Napolitano incontrando la delegazione del Comune di Barletta in visita al Quirinale:

“Mi complimento molto per i vostri progetti volti a consolidare la memoria storica, la documentazione di quelle giornate e di tutto il percorso dell’antifascismo e della Resistenza a Barletta. Se noi non teniamo fermi e consolidiamo questi pilastri della nostra convivenza nazionale tutto è a rischio, tutto può essere a rischio. Perciò vorrei avere la possibilità di successive notizie da parte vostra di iniziative che vadano nel solco che oggi più che mai qui valorizziamo. Ringrazio voi tutti per essere qui, mi complimento con Pasquale (Cascella, sindaco di Barletta e ex portavoce del presidente, ndr), con il Pasquale Sindaco che si commuove”. 

Il Comune rimane ”l’istituzione di base e più vitale del nostro sistema democratico costituzionale. E non mi sono mai pentito di aver sostenuto, da Presidente della Camera, la riforma elettorale che diede vita a un sistema di elezione diretta dei sindaci”.

‘Su altre elezioni dirette – ha aggiunto il capo dello Stato – sono stato poi meno d’accordo, ma lì c’era contiguità tra la persona da eleggere e il corpo elettorale, una contiguità che si sarebbe rinnovata giorno per giorno attraverso l’esercizio della funzione di Sindaco. Era anche giusto investire il Sindaco di responsabilità, di poteri di aggregazione e decisione che mancavano nel vecchio sistema. Un sistema – ha detto ancora Napolitano – che non solo vedeva una terribile complessità e talvolta tortuosità di ricerche d’intesa e infine di intese per il nome del Sindaco dopo che i cittadini avevano già votato. C’erano anche grosse difficoltà nel processo decisionale che è stato, appunto, fortemente supportato dall’elezione diretta del Sindaco, dai poteri a lui conferiti, anche se talvolta insisto sulla necessità che si tenga sempre un forte rapporto con il Consiglio Comunale”