Squinzi avvisa governo: “Mancano crescita e lavoro, serio rischio di rivolta”

Pubblicato il 8 Giugno 2013 12:48 | Ultimo aggiornamento: 8 Giugno 2013 12:48
Squinzi avvisa governo: "Mancano crescita e lavoro, rischiamo tensioni sociali"

Squinzi avvisa governo: “Mancano crescita e lavoro, rischiamo tensioni sociali” (Foto LaPresse)

ROMA – “La mancanza di crescita e opportunità di lavoro per i giovani aumentano il rischio di tensioni sociali”. Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, accoglie e gira al governo di Enrico Letta l’avviso di rischio rivolta lanciato dai Giovani di Confindustria riuniti a Santa Margherita Ligure. Squinzi parla di “discorso serio”, ma esclude l’ipotesi di vedere imprenditori in piazza: “Penso che nelle piazze scenderanno coloro che non hanno lavoro, che non vedono opportunità per il loro futuro. Dobbiamo evitarlo”.

Squinzi ha dichiarato: “Credo che sia un discorso serio perché non avere  la crescita, non avere opportunità di lavoro per i giovani  evidentemente comporta un rischio di tenuta per il sistema sociale del  Paese”.

Gli imprenditori potrebbero scendere in piazza? ”Penso – ha risposto il leader degli industriali – che nelle piazze scenderanno  coloro che non hanno il lavoro  e che non vedono opportunità per il  loro futuro. Noi dobbiamo mettercela tutta per evitare che questo succeda”.

Pesa la crisi. ”Il fatto vero è che si è perso il 25% dei volumi di produzione nel nostro Paese dal 2007 a oggi e la cosa più grave si è distrutto il 15% della capacità di produzione”, spiega Squinzi: ”Posso capire che c’è poca domanda di credito per investimenti sul futuro”.

Dal presidente di Confindustria anche un commento al riferimento fatto dal ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, che ha paragonato l’attuale crisi economica a quella del 1929, definendola anche peggiore: “Non ha torto perché ormai la crisi dura da sei  anni, è molto complicata e non dimentichiamoci che anche se stiamo  andando verso la fine, la crisi sta toccando l’Europa soprattutto”.

Necessaria, per Squinzi, anche una riforma elettorale: ”Credo che sia  prioritaria da un punto di vista politico e istituzionale”. Più in generale le priorità degli industriali sono oggi ”la P.a, il costo del lavoro, una rimodulazione Imu in maniera che non vengano messi dei balzelli sulle imprese manifatturiere”. Perché ”nel Paese la ripresa arriveràsolo se ripartiranno le imprese manifatturiere”.

Commentando le parole di Marchionne sui tassi lasciati invariati dalla Bce, Squinzi dice:  ”Sicuramente qualcosa di più si  può fare, ma non mi sento di prendere posizione netta. Ho molta fiducia in Draghi. Certamente nel momento in cui la Fed porta a  zero gli interessi probabilmente anche noi dovremmo seguire in qualche modo”.