Giornata della Fierezza Massonica. Contro la “massofobia” di Rosy Bindi, la replica di Bisi

Pubblicato il 4 marzo 2018 6:20 | Ultimo aggiornamento: 3 marzo 2018 20:42
Stefano Bisi

Stefano Bisi

ROMA – Giornata della Fierezza Massonica. Festa al Vascello, a Roma, e nelle Case del Grande Oriente in tutta Italia il primo marzo. Il Grande Oriente ha celebrato la Giornata della Fierezza Massonica aprendo al pubblico le porte del Vascello e tutte le altre Case dei liberi muratori. Si tratta, informa il sito del Grande Oriente d’Italia, di una iniziativa lanciata da Gran Maestro, Stefano Bisi per creare momenti di incontro e dialogo con la società.

È stata un’occasione, ha spiegato Bisi, per comunicare “la bellezza della nostra plurisecolare opera per l’elevazione dell’Uomo e per il Bene dell’Umanità”, ma anche per rispondere ai tanti pregiudizi e attacchi nei nostri confronti e per farci conoscere.

Ma perché proprio questa data? Perché proprio il primo marzo di un anno fa, ha ricordato il Gm, ci fu il triste episodio della visita dei finanzieri dello Scico nella sede del Vascello, disposta dalla Commissione Antimafia. La perquisizione durò 15 ore e al termine vennero sequestrati gli elenchi dei Fratelli della Calabria e della Sicilia. Un atto arbitrario e illegale e contro il quale il Grande Oriente ha promosso una azione legale su cui si dovrà pronunciare la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, ma che non ha fermato l’opera dei Liberi Muratori che, fedeli ai principi di Libertà, Fratellanza ed Uguaglianza e forti dei loro immensi valori iniziatici, sono andati avanti con forza e vigore, portando avanti anche importanti azioni di Solidarietà.

“Dobbiamo far sì che la Giornata della Fierezza Massonica – ha sottolineato il Gran Maestro – diventi una costante per il nostro amato Ordine e l’occasione in cui esaltare il comune senso d’appartenenza alla più alta forma di Fratellanza creata per lo sviluppo e la grandezza dell’Uomo”.

Il Vascello ha aperto i cancelli alle 19.Per l’occasione sono stati  presentati il libro del Gran Maestro “Massofobia: l’Antimafia dell’Inquisizione” e il volume “Massoneria ed Europa. Trecento anni di storia” a cura di Santi Fedele e Giovanni Greco. All’evento hanno partecipato l’on. Daniele Capezzone, il presidente della Fondazione Einaudi Giuseppe Benedetto, il giurista Giuseppe Bozzi, del pool di esperti del Grande Oriente che si sono occupati del caso Antimafia. Ha moderato il giornalista Angelo Di Rosa, mentre l’attore Alberto Rossi , fra gli interpreti della fiction “Un posto al sole”, ha letto l’incipit del libro Massofobia.

Bozzi è tornato a fare il punto sulla relazione della Commissione parlamentare presentata da Rosy Bindi lo scorso dicembre, smontandola pezzo per pezzo e mettendone in evidenza tutte le contraddizioni e le incongruenze. Poi hanno preso la parola Bendetto e Capezzone. Il parlamentare ha ringraziato il Goi per l’invito e per ” aver aperto le porte anche a chi, come me – ha sottolineato- non è membro di questa Istituzione. Cambiano (penso a Giordano Bruno) le tecniche della persecuzione, ma un elemento resta purtroppo immutato: il desiderio di “serrare la lingua” alla vittima, affinché non possa parlare. Voi avete invece scelto di parlare, e ne avete gran merito. Tocca a Istituzioni come la vostra contribuire a superare il clima di ignoranza, paura e superstizione che ottenebra e intimidisce anche le cosiddette elites.Occorre una nuova semina culturale. E proprio in questo palazzo, dove fu difesa la Repubblica Romana nel 1849, si può trovare un’ispirazione di coraggio, idee e dignità”