Giovanardi: “Grillo responsabile morale della sparatoria a Palazzo Chigi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Aprile 2013 18:12 | Ultimo aggiornamento: 30 Aprile 2013 18:12
Giovanardi: "Grillo responsabile morale della sparatoria a Palazzo Chigi"

Carlo Giovanardi (LaPresse)

ROMA – Carlo Giovanardi accusa Beppe Grillo ai microfoni de La Zanzara (Radio 24): “Il responsabile morale del clima che si è creato e della sparatoria è Grillo. Come negli anni del terrorismo non si può dire che Calabresi l’hanno ucciso Cederna e altri, ma siccome questi signori avevano indicato Calabresi come bersaglio hanno delle responsabilità morali. E anche Grillo nel caso della sparatoria ai carabinieri. Un cattivo maestro, sì”.

Così il deputato del Pdl ha risposto alle domande di Giuseppe Cruciani e David Parenzo. “Quando Grillo parla del missile da mandare sul Parlamento o i grillini assediano le istituzioni si è perso il senso di un limite e questo autorizza gli squilibrati a sfogare i propri problemi personali di lavoro, di salute e ad ammazzare il primo poliziotto o carabiniere che vede. Le parole degli ultimi mesi hanno eccitato a dismisura una parte dell’opinione pubblica che si è convinta che con l’aggressione fisica si possono risolvere i problemi del mondo”.

“C’è un deputato dei 5 Stelle, Colletti – ha proseguito Giovanardi – che ha paragonato il governo tra Pdl e Pd alla trattativa stato-mafia. La mafia scioglie le persone nell’acido. Grillo dovrebbe buttarlo fuori o fare autocritica”.

Grillo – ha detto ancora Giovanardi – è uno che si è buttato già dall’auto quando è andato fuoristrada sul ghiaccio. C’erano madre, madre e un figlio e la macchina finì in un burrone. È come Schettino. Magari un altro poteva rimanere nell’auto fino all’ultimo secondo cercando di salvare tutti. È stato condannato per omicidio colposo. Chi ha un passato così e poi parla di missili da mandare sul Parlamento e insulta i politici come delinquenti non ha capito niente della sua vita. Dovrebbe fare come Fra Cristoforo nei Promessi Sposi, farsi frate no ma quasi…”.