Giovanni Donzelli: “Così abbiamo espugnato la Toscana rossa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 giugno 2018 10:13 | Ultimo aggiornamento: 26 giugno 2018 10:19

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ROMA – Giovanni Donzelli, Fratelli d’Italia, 42 anni, è da poco entrato in Parlamento ma da anni è in trincea per combattere la sinistra in Toscana [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]. Buona parte del successo del centrodestra e della disfatta del Pd nelle amministrative è merito suo.

Come siete riusciti ad espugnare le roccaforti della Toscana?

Sicuramente il vento nazionale ci ha aiutato molto, ma le vittorie clamorose di domenica sono il frutto di un lavoro capillare di anni. La formula vincente è stata l’unità. La volontà dei tre partiti della coalizione di vincere ci ha portato a trovare le soluzioni migliori a prescindere dalle bandierine. Nel 2016 ci siamo riusciti a Grosseto, Cascina e Montevarchi. L’anno scorso Pistoia. E oggi a Siena, Pisa e Massa.

C’è mai stato un momento di difficoltà con gli altri partiti?

A un mese e mezzo dal voto le intemperanze di alcuni dirigenti locali di Forza Italia e Lega avevano fatto saltare il tavolo. Non potevamo permetterci di andare divisi. Così ho invitato a pranzo Claudio Borghi, il leader toscano della Lega Manuel Vescovi e il coordinatore di Forza Italia Stefano Mugnai. Un po’ di mediazione politica e l’amicizia sincera tra noi hanno vinto sugli screzi.

Dopo essere stato in prima fila contro Renzi e lo scandalo Banca Etruria, in piazza contro immigrati e rom, ritrovarti nel ruolo di mediatore di governo che effetto fa?

Per togliere la mia terra dalle mani degli affaristi di sinistra e dall’arroganza di comunisti sono pronto a mettermi in qualsiasi veste. Detto questo Fratelli d’Italia è già un partito di governo nelle città toscane. Abbiamo la miglior classe dirigente, senza vecchi arnesi e senza improvvisati, che affonda le radici in Azione Giovani (il movimento giovanile di An) e che si è fatta le ossa nei consigli comunali. Quasi sempre siamo i più votati fra gli eletti nelle assemblee.

In che modo siete riusciti a convincere gli elettori?

Non ci siamo mai montati la testa. Abbiamo saputo interpretare il disagio della gente rispetto ai disastri del Pd e la richiesta di rottura con un sistema di potere chiuso. Lo abbiamo fatto con proposte concrete, ascoltando i bisogni dei cittadini. A Pisa puntando sui temi della sicurezza, della legalità e del degrado. A Siena sulla necessità di riconversione di una città dopo il vortice causato da Mps a regia Pd. A Massa su un’economia da rilanciare per ridare una speranza di lavoro alle persone.

Perché questa volta i toscani hanno scelto il centrodestra rispetto alle precedenti occasioni?

Hanno percepito una vera proposta alternativa. Non c’è più il centrodestra di Verdini, adesso facciamo sul serio. E ad imporsi è una coalizione di destra-centro che interpreta le esigenze dei cittadini.

Nel destra-centro a trazione salviniana voi di Fratelli d’Italia che ruolo avete anche rispetto al peso di Forza Italia?

In Toscana gli equilibri sono diversi rispetto ad altre regioni. A Pistoia siamo il primo partito e a Pisa, Siena e Massa siamo sempre arrivati secondi. In Toscana siamo determinanti e trainanti sia come proposta politica che in termini numerici.

L’anno prossimo si vota a Firenze e nel 2020 in Regione. Quello di oggi è un avviso di sfratto anche per Rossi e Nardella?

La Toscana ha un governatore di un partito, Mdp, appena nato e che forse non esiste già più. Il Pd che rappresenta la maggioranza assoluta ha numeri dimezzati rispetto alle Regionali, con i vertici azzerati e in litigio perenne per le salvezze personali. I toscani non meritano di attendere altri due anni nell’immobilismo, vogliamo poter dare subito alla regione un governo che si occupi di cose concrete. Alla proposta su Firenze stiamo già lavorando da tempo, con lo spirito che ha portato alle vittorie negli altri capoluoghi.