Giovanni, il 13enne che parla al raduno anti-Berlusconi scatena le polemiche

Pubblicato il 7 Febbraio 2011 13:29 | Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio 2011 13:29

L’intervento di un tredicenne sul palco del Palasharp di Milano, durante la convention anti-premier organizzata da Libertà e Giustizia, ha scatenato diverse polemiche.

E’ accaduto sabato scorso: Giovanni, questo il nome del ragazzino, ha mostrato sicurezza da adulto nel chiedere le dimisioni del premier Berlusconi e non si è minimamente scomposto di fronte a diecimila persone. Neanche la presenza di nomi e volti noti come Roberto Saviano, Gustavo Zagrebelsky, Umberto Eco, Gad Lerner e Susanna Camusso, l’ha bloccato. Presentato come il “più giovane amico” di Libertà e Giustizia, il tredicenne ha preso la parola sorridente ed ha scandito, uno dopo l’altro, i suoi tanti perché, intervallandoli, di tanto in tanto, con un colpettino di pugno sul leggio. “Perché il presidente del Consiglio pensa a fare solo i festini ad Arcore, mentre c’è gente povera e gente come lui che nuota nell’oro? … Perché il premier e il governo se ne fregano dell’Italia?… Perché della scuola pubblica ci si occupa solo per tagliare i costi?”.

Giovanni peer questi pochi minuti è finito sulle pagine dei giornali, con polemiche annesse, e su You Tube.

La direttrice dell’Unità Concita De Gregorio lo ha citato in un suo editoriale, mentre Libero l’ha preso di mira: “Salviamo questo bambino dagli anti-Cav. Sarebbe meglio – ha scritto il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro – tenere fuori i minorenni dall’odio politico”.

Figlio e fratello di due socie di Libertà e Giustizia, Giovanni si era rivolto agli organizzatori alla vigilia del raduno, prima manifestando il desiderio di poter intervenire, e poi facendo leggere il brano pensato e scritto per l’occasione a chi avrebbe dovuto dargli l’ultimo via libera. “Non è stata un’idea della famiglia, ma solo di Giovanni”, assicurano da Giustizia e Libertà. La madre del tredicenne avrebbe anzi esitato un po’ prima di lasciarlo andare.