Giulio Regeni, Giuliano Pisapia: “Temo che il governo abbia barattato gli affari con l’Egitto in cambio del silenzio”

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 Giugno 2020 14:24 | Ultimo aggiornamento: 10 Giugno 2020 14:24
Giulio Regeni, Giuliano Pisapia: "Temo che il governo abbia barattato gli affari con l'Egitto in cambio del silenzio"

Giulio Regeni, Giuliano Pisapia (nella foto Ansa): “Temo che il governo abbia barattato gli affari con l’Egitto in cambio del silenzio”

MILANO  –  “Mi auguro non si tratti di affari in cambio del silenzio sul caso Regeni, ma temo di sì”. Con queste parole l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, oggi europarlamentare eletto come indipendente nelle liste del Pd, avvocato e vice presidente della Commissione per gli Affari costituzionali del Parlamento Ue, commenta la vendita delle due fregate  all’Egitto del generale Abdel Fattah Al-Sisi.

E attacca M5s: “Sono spaccati tra la realpolitik di Vito Crimi e la coraggiosa posizione del presidente della Camera, Roberto Fico”.

Secondo Pisapia la vendita delle due fregate “è un’operazione sbagliata e che non condivido”, dice a Repubblica.

“Chi sia Al Sisi lo sappiamo e con l’Egitto abbiamo avuto un rapporto teso a livello diplomatico per le vicende Regeni e Zaky. La vendita di queste fregate è un’operazione inopportuna e a mio parere improvvida. Sono anche stupito, negativamente, dell’avallo alla vendita da parte de 5Stelle con le parole di Crimi. In passato si erano invece spesi per cercare la verità, mi pare che invece abbiano scelto la ‘realpolitik'”.

Quindi un augurio: “Spero che nell’ultima telefonata tra il presidente Conte e il presidente Al Sisi avvenuta pochi giorni fa il nostro capo del governo abbia ribadito con forza la pretesa di verità da parte dell’Italia sulla tragica fine di Regeni”.

Non solo Regeni: anche Patrizk Zaky

Secondo l’europarlamentare il ritiro dell’ambasciatore non è la mossa utile: “Il governo dovrebbe fare maggiori pressioni su Al Sisi per pretendere che finalmente l’indagine su Regeni si incammini sul fronte della ricerca della verità e non dei depistaggi e delle false promesse. Ma non esiste solo la vicenda di Regeni. Penso a Patrick Zaky che studiava in Italia e ora è in carcere senza processo e ai tanti attivisti egiziani arrestati solo per le loro opinioni”.

Per l’ex sindaco il governo dovrebbe renderne conto “almeno a livello di Commissione congiunta esteri e difesa di Camera e Senato”.

E sul caso Zaky dice: “Le vicende Regeni e Zaky non sono solo vicende italiane, ma europee.  Il parlamento europeo ha più volte votato e denunciato la violazione dei diritti umani in Egitto, però se non ci sono sanzioni queste situazioni andranno a peggiorare. Come europarlamentari abbiamo più volte sollevato la questione e invito l’Alto rappresentante a intervenire sul regime egiziano. Ma la pressione italiana  nei confronti dei vertici comunitari e dei nostri partner deve aumentare. Su Regeni pretendiamo la verità e per quanto riguarda Zaky vogliamo che quanto prima libero e pronto per riprendere gli studi a Bologna”. (Fonte: La Repubblica)