Giuseppe Conte al Senato non dice quanto reddito di cittadinanza, quando quota 100, per chi la flat tax

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 giugno 2018 12:54 | Ultimo aggiornamento: 5 giugno 2018 14:01
Giuseppe Conte al Senato non dice quando e come reddito di cittadinanza e quota 100, per chi la flat tax

Giuseppe Conte al Senato non dice quando e come reddito di cittadinanza e quota 100, per chi la flat tax

ROMA – Alla sua destra Di Maio, alla sua sinistra Salvini, sottoscrittori e garanti del contratto del governo, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si presenta al Senato per illustrare il programma sul quale chiederà la fiducia dei parlamentari.

Ringraziato il presidente Mattarella, pagato il giusto debito emotivo per la sua prima volta da premier, ricordato il vincolo del contratto sul progetto di governo del cambiamento, esaltato il carattere radicale del cambiamento imposto dall’alleanza giallo-verde, archiviata una politica spazzata via dal vento nuovo post ideologico…il neo premier non ha indicato come e quando attuerà il suddetto programma.

Quando andremo in pensione di nuovo a 64 anni? Ci andranno tutti, anche quelli che oggi ci vanno prima dei 66 anni e 7 mesi beneficiando delle mille deroghe corporative? Flat tax per tutti o prima le imprese e poi le persone fisiche? E sul reddito di cittadinanza, come previsto, oltre l’impegno a ristrutturare i centri di impiego, non una cifra, una data, una road map.

Sul debito pubblico, ha detto che “lo vogliamo ridurre, ma vogliamo farlo con la crescita della nostra ricchezza, non con le misure di austerità che, negli ultimi anni, hanno contribuito a farlo lievitare”. Su pensioni, reddito di cittadinanza e flat tax quindi non ha precisato tempi e coperture finanziarie, limitandosi a dire che “i cittadini italiani hanno diritto a un salario minimo orario, affinché nessuno venga più sfruttato, che hanno diritto a un reddito di cittadinanza e a un reinserimento al lavoro qualora si ritrovino disoccupati, che hanno diritto a una pensione dignitosa”.

Flat tax “progressiva. E’ poco, per dire, annunciare una flat tax, una aliquota unica al posto delle attuali scadenzate in base al reddito, coniugata con un sistema di deduzioni che assicuri la progressività fiscale prescritta dalla Costituzione: fltat tax e progressività sono termini alternativi, l’uno nega l’altro, quanto le deduzioni annacqueranno il cambiamento o, viceversa, contraddiranno il dettato costituzionale?

Di seguito i punti salienti del discorso di Giuseppe Conte.

Via le sanzioni alla Russia. Sulla politica estera e la collocazione dell’Italia nel concerto internazionale è stato più chiaro, battendo da una parte il colpo al cerchio della amicizia con gli Usa, dall’altra quello botte della relazione con la Russia di cui si fa promotore per il superamento delle sanzioni. E del resto aveva citato, a proposito di populismo, il famoso discorso di Dostoevskij su Puskin. “Intendiamo ribadire la convinta appartenenza del nostro Paese all’Alleanza atlantica, con gli Stati Uniti d’America quale alleato privilegiato. Saremo fautori di una apertura alla Russia, che ha consolidato negli ultimi anni il suo ruolo internazionale in varie crisi geopolitiche. Ci faremo promotori di una revisione del sistema delle sanzioni, a partire da quelle che rischiano di mortificare la società civile russa”.

“Le cosiddette pensioni d’oro sono un esempio di ingiustificato privilegio che va contrastato. Interverremo sugli assegni superiori ai 5.000 euro netti mensili nella parte non coperta dai contributi versati”.

Metteremo fine al business dell’immigrazione, cresciuto a dismisura sotto il mantello di una finta solidarietà. La gestione dei flussi finora è stata un fallimento: l’Europa ha consentito chiusure egoistiche di molti Stati che hanno scaricato, in primo luogo sul nostro Paesi, oneri e difficoltà. Chiederemo con forza il superamento del Regolamento di Dublino per ottenere l’effettivo rispetto dell’equa ripartizione delle responsabilità e realizzare sistemi automatici di ricollocamento obbligatorio dei richiedenti asilo”.

Legittima difesa. “Il cambiamento è in una giustizia rapida ed efficiente e dalla parte dei cittadini, con nuovi strumenti come la class action, l’equo indennizzo per le vittime di reati violenti, il potenziamento della legittima difesa. Aumenteremo fondi, mezzi e dotazioni per garantire la sicurezza in ogni città”.

Daspo ai corrotti. “Aumenteremo le pene per i reati contro la pubblica amministrazione, con introduzione del “daspo” per corrotti e corruttori. Rafforzeremo l’azione degli agenti sotto copertura, in linea con la convenzione di Merida. Saranno maggiormente tutelati coloro che, dal proprio luogo di lavoro – sia esso privato o pubblico -, denunceranno i comportamenti criminosi compiuti all’interno dei propri uffici”.

Riforma prescrizione. Guardando ai banchi dei senatori di Forza Italia, Conte ha annunciato la riforma della prescrizione, “che deve essere restituita alla sua funzione originaria, non più ridotta a mero espediente per sottrarsi al giusto processo”.

Violenza sessuale. “Inaspriremo le pene per il reato di violenza sessuale oltre all’equo indennizzo a favore delle vittime”.

Imprese, nessun accenno alla punizione per chi delocalizza. Il governo cercherà di “favorire le imprese che innovano, che assumono nuovo personale, che rispettano le regole della libera competizione” e di “promuovere le imprese che adottano prassi socialmente responsabili, che improntano le loro iniziative economiche al principio di precauzione, in modo da prevenire l’impatto negativo sull’ambiente e da assicurare un ambiente idoneo a tutelare i diritti dei lavoratori”.

Carcere per i grandi evasori. Andrà poi rivista “integralmente la tradizionale legge fallimentare, abbandonando una logica meramente sanzionatoria”.