Giuseppe Conte si rifà vivo: “Mi ispiro ad Aldo Moro. La Boschi? Mi aiutava a correggere i compiti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 luglio 2018 8:49 | Ultimo aggiornamento: 19 luglio 2018 13:41
Giuseppe Conte si rifà vivo, intervista a Travaglio: "Mi ispiro ad Aldo Moro"

Giuseppe Conte si rifà vivo, intervista a Travaglio: “Mi ispiro ad Aldo Moro”

ROMA – Un comitato di crisi europeo per gestire sbarchi e migranti. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] E’ quanto propone il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in una lunga intervista in apertura di prima pagina del Fatto Quotidiano. Intervistato dal direttore Marco Travaglio, il premier parla delle riforme al vaglio del governo – dalla legittima difesa alla pace fiscale – spiega di aver votato in passato per il centrosinistra e di ispirarsi ad Aldo Moro.

Quanto al fatto che conoscesse l’ex ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, il premier ha circoscritto la conoscenza all’ambito professionale dell’università: “Avevo conosciuto Boschi all’Università. Insegnavo diritto alla scuola specialistica di Firenze. Fu formata una commissione esaminatrice e lei ne faceva parte: mi aiutò a correggere i compiti”.

Migranti, “serve un comitato di crisi Ue”. “Martedì ho scritto la seconda lettera a Juncker e Tusk per chiedere che quel che è avvenuto domenica”, cioè la suddivisione dei migranti, “diventi una prassi, affidata non più alle nostre telefonate ai partner, ma a un gabinetto o comitato di crisi sotto l’egida della Commissione Ue, che poi si faccia mediatrice con i vari governi”, dichiara Conte. In futuro “se altri Paesi extraeuropei accetteranno di creare non hotspot, ma ‘centri di protezione’ per esaminare le richieste di asilo, i veri profughi che avranno diritto di venire in Europa potremo portarli noi con corridoi umanitari, stroncando il traffico degli scafisti”.

Il premier spiega di essere al lavoro con tutti i soggetti in campo per stabilizzare la Libia. “Vedrò anche Haftar. In autunno organizzerò qui in Italia una conferenza sulla Libia”. A Macron, aggiunge, “l’ho detto fin dal G7: l’obiettivo non sono le elezioni in Libia entro dicembre, ma la stabilizzazione del Paese: senza, le elezioni possono diventare un boomerang”.

“Tria Cerbero dei conti, ma non è in bilico”. Guardando all’Italia, Conte assicura che il ministro Tria non è in bilico – “Lui è il Cerbero che deve far di conto. È il suo mestiere, nessun allarme” – e che la moneta unica “è irreversibile. Io lavoro al Cigno Bianco, cioè ad agire con responsabilità per prevenire con la stabilità dei conti qualunque valutazione di inaffidabilità che possa innescare tempeste finanziarie”.

2 aliquote e no tax area, è rivoluzione. No condoni. Sulla pace fiscale “giuro che non ci saranno condoni. Siccome abbiamo in cantiere una riforma organica, direi rivoluzionaria, del fisco basata su due aliquote e una no tax area, consentiremo a chi ha col fisco pendenze senza colpa di azzerarle”, dichiara Conte. “La Costituzione impone giustamente la progressività fiscale. E noi la rispetteremo”.

Legittima difesa. Quanto alla legittima difesa, “vogliamo solo risparmiare a chi davvero spara per difendersi il calvario dei vari gradi di giudizio. Non daremo incentivi a farsi giustizia da soli o ad armarsi tutti”.

E in tema di corruzione, “il ministro Bonafede sta lavorando su misure interdittive per aggravare le pene accessorie di corrotti e corruttori (il Daspo) e sull’agente sotto copertura”. Parlando del suo ruolo, ” dopo 50 giorni da premier mi accorgo che il silenzio operoso non è apprezzato da tutti come una virtù. Quindi parlerò un po’ di più”, annuncia Conte.

Quanto a Di Maio e Salvini, “avere al mio fianco i due leader dei partiti di maggioranza è un vantaggio, perché mi evita le liturgie dei vertici di coalizione”. Su Grillo, “l’ho incontrato una volta, in campagna elettorale. Mi ha detto: ‘Ah, tu fra tutti sei quello normale'”. Conte spiega di ispirarsi ad Aldo Moro. In passato “votai l’Ulivo di Prodi, una volta credo i centristi (mai Fi né An). E il Pd fino al 2013. Ma poi, deluso, mi sono ravveduto. Nel 2018 ho votato M5s”.