Zamberletti-Boschi vs Espresso: “Inesattezze su riunione pre-terremoto Abruzzo”

Pubblicato il 25 Maggio 2012 16:50 | Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2012 17:12

ROMA – Una riunione della commissione Alti rischi alla vigilia del terremoto d’Abruzzo del 6 aprile 2009 è al centro di una polemica che vede coinvolto il settimanale l’Espresso, Giuseppe Zamberletti, ex ministro e vero padre della Protezione civile ed Enzo Boschi, ex presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).

Nell’articolo “Tutto bene è solo un sisma” l’Espresso in edicola il 25 maggio riporta una “confessione” che Giuseppe Zamberletti avrebbe fatto in Transatlantico ad Alfredo Biondi. Si leggono sull’Espresso queste parole attribuite a Zamberletti: “Dissi ad Enzo Boschi di non fare all’Aquila la riunione grandi rischi perché c’era l’alta possibilità che qualunque conclusione si sarebbe ritorta contro di loro. Certo, è vero che i terremoti non si possono prevedere ma nemmeno escludere. Fu Boschi nel 1985 a farmi fare l’evacuazione della Garfagnana, 100 mila persone coinvolte per un rischi sismico incombente quando ero capo della protezione civile, ma poi il terremoto non si verificò. Si vede che poi ha cambiato idea”.

Pronta subito la replica di Zamberletti che dice: “Sull’ultimo numero dell’Espresso sono comparse alcune mie dichiarazioni virgolettate, dai contenuti in gran parte imprecisi. In particolare non ho mai detto al prof. Enzo Boschi di non fare la riunione della commissione all’Aquila. Nell’articolo mi si fa dire inoltre che fu Boschi a farmi sgomberare i paesi della Garfagnana nel 1985. Ciò è destituito di fondamento, poichè quella scelta fu da me assunta in piena responsabilità, essendo all’epoca competenza del ministro della protezione civile prendere quel tipo di decisioni. La commissione grandi rischi prospettò diverse ipotesi probabilistiche, e fui io a scegliere quella più pessimistica, ossia una scossa forte entro 48 ore, e ciò nella consapevolezza che il disagio per i cittadini sarebbe stato contenuto in due soli giorni”.

A stretto giro arriva anche una lettera di precisazioni, ancora più netta, di Enzo Boschi: “Il 23 gennaio 1985 fui convocato con grande urgenza dall’allora Ministro per la Protezione Civile Giuseppe Zamberletti presso la sala dei Ministri della Camera dei Deputati. Era in corso un voto di fiducia e Zamberletti non poteva muoversi. La decisione di evacuare alcuni comuni della Garfagnana era già stata presa, tanto che l’esercito era già stato allertato. Zamberletti disse che aveva già ottenuto l’assenso dall’allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi. Non feci alcuna previsione; nel 1985 l’ING disponeva di una strumentazione talmente misera che a malapena ci consentiva di registrarli i terremoti, figurarsi prevederli. L’allarme durò solo 48 ore senza incidenti grazie al contributo dell’esercito”.

Boschi prosegue con le citazioni: “L’affermazione di Zamberletti ‘dissi ad Enzo Boschi di non fare a L’Aquila la riunione della Commissione Grandi Rischi….’ è semplicemente ridicola. Zamberletti dimentica di essere stato il Presidente della Commissione Grandi Rischi, ed è lui che ne convocava le riunioni (queste parole sono state già smentite, come sopra, dallo stesso Zamberletti. Ndr) Personalmente non ho mai fatto dichiarazioni rassicuranti per quanto riguarda la sismicità aquilana in nessuna occasione”.