Giustizia, l’Anm ad Alfano “Crisi drammatica, intervenga subito”

Pubblicato il 28 Novembre 2010 16:26 | Ultimo aggiornamento: 28 Novembre 2010 16:47

Angelino Alfano

”Intervenire urgentemente” perche’ la giustizia e’ ormai ”al collasso”. L’Associazione nazionale magistrati ha chiuso il suo XXX congresso con un grido di allarme rivolto alla politica e soprattutto al ministro della Giustizia Alfano, a cui ha chiesto misure da attuare da subito, come il taglio dei tribunali inutili, e di accantonare invece le annunciate riforme costituzionali che ”minano autonomia e indipendenza” .

Ma anche confermando la propria scelta di ”voltare pagina”,portando avanti l’autoriforma della magistratura: basta corporativismo, ambiguita’ sulla questione morale, degenerazioni delle correnti e un chiaro impegno a migliorare i controlli sulla professionalita’ dei magistrati. Su questa linea i magistrati si sono ritrovati uniti: la mozione conclusiva e’ passata per acclamazione; un risultato non scontato visto che la giunta presieduta da Luca Palamara vede all’opposizione la corrente piu’ moderata, Magistratura Indipendente. A due giorni dal Consiglio dei ministri che dovrebbe varare la riforma della giustizia (anche se il premier ha detto ieri che quella costituzionale si fara’ dopo la fiducia) e all’indomani dell’intervento di Alfano al congresso, l’Anm ha cosi’ ribadito il proprio punto di vista.

La ”priorita” e’ il ”malfunzionamento” della giustizia che non si risolve con l”’ennesima riforma dei giudici, limitandone autonomia e indipendenza”. Uno stop chiaro ai progetti costituzionali di separare le carriere, arrivare a due Csm, intervenire sull’obbligatorieta’ dell’azione penale, ma anche a quelli ”non meno insidiosi” su intercettazioni, processo breve, polizia giudiziaria sganciata dal pm che arrivano allo stesso risultato. Al ministro le toghe consegnano “proposte immediatamente attuabili”: oltre al taglio dei tribunali e delle cause ”inutili”, razionalizzazione delle spese, informatizzazione del servizio e piu’ risorse.

Quanto al rinnovamento della magistratura, per l’ Anm e’ una strada obbligata proprio per ”difendere l’autonomia e l’indipendenza”. Ed e’ un ”diritto” dei cittadini italiani avere giudici che siano ”preparati, consapevoli dei valori in gioco nelle controversie, capaci di rendere comprensibili e credibili le ragioni delle loro decisioni” e che operino anche ”secondo moderni modelli di responsabilità”.