Giustizia, Anm attacca governo: “Riforme timide e incoerenti”

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Maggio 2015 14:28 | Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2015 14:28
Giustizia, Anm attacca governo: "Riforme timide e incoerenti"

Giustizia, Anm attacca governo: “Riforme timide e incoerenti”

ROMA – “Timidezza riformatrice”, “incoerenza”, “scelte di compromesso nascoste dietro interventi deboli che troppo spesso hanno caratterizzato le decisioni adottate dalla politica”. Così Rodolfo Sabelli, presidente dell’Anm, il sindacato dei giudici, va all’attacco del governo Renzi, nel suo discorso di apertura al Comitato direttivo centrale in corso a Roma. “L’associazione – ha aggiunto – non può esimersi dall’intervenire e dall’elaborare proposte che suggeriscano soluzioni ragionevoli”.

Sabelli ha sottolineato come il dibattito pubblico

“si sia spostato dall’azione di contrasto al tema delle intercettazioni e della loro pubblicazione”. Parlando del “travagliato iter di approvazione dei disegni di legge su corruzione e prescrizione”, il presidente dell’Anm ha rimarcato che si tratta di “interventi innovativi ma anche segnali di arretramento, con proposte che insistono meno sull’azione di contrasto e più sulla riforma delle intercettazioni. All’ interno delle istituzioni pubbliche, cresce così una timidezza che limita gli effetti delle riforme e riduce l’impegno nel rafforzamento degli strumenti di contrasto alla corruzione”.

Intanto è fissato per venerdì prossimo, 22 maggio, un incontro con il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. E’ stato lo stesso Sabelli a ricordarlo, precisando di aver già inviato una lettera al guardasigilli “in cui esprimevo il forte disagio per le ben note disfunzioni che affliggono la giustizia”. La delegazione sarà composta, oltre che dal presidente Sabelli dal vicepresidente e dal segretario generale, Valerio Savio e Maurizio Carbone e da un rappresentante per ciascuno degli altri tre gruppi rappresentati in Cdc.

“In quella sede -ha concluso Sabelli- ci proponiamo anche di chiedere al ministro informazioni sulla gestione del passaggio all’amministrazione centrale della manutenzione degli edifici sede dei palazzi di giustizia”.