Giustizia. Berlusconi-Fini, accordo a metà. Premier non si arrende

Pubblicato il 10 Novembre 2009 21:33 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2009 21:33

Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini

Chi vede il bicchiere mezzo pieno parla di un primo passaggio, di un accordo importante sulla durata dei processi e di un abbraccio finale tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi che hanno stretto un patto sulla giustizia.

Chi, invece, considera il bicchiere mezzo vuoto vocifera di una tentazione della maggioranza ad andare avanti sul discorso della prescrizione breve, facendo leva sui maggiori numeri in Parlamento rispetto alla pattuglia “finiana”.

Dal presidente della Camera  è arrivato uno stop sulla norma della prescrizione breve e un sì  ad un ddl, unicamente per gli incensurati, per definire tempi certi entro cui si deve svolgere il processo nei suoi 3 gradi.

Ma i due leader, riferiscono fonti del Pdl, sul tema della giustizia mantengono posizioni ancora distanti. Qui – si è accorato il premier con Fini – ci giochiamo tutto, c’è la sentenza Mills che è già stata scritta e ogni giorno c’è un attacco da parte dei giudici, bisogna difendersi tutti insieme, non è un problema solo mio, non voglio più divisioni.

La terza carica dello Stato, riferiscono sempre fonti parlamentari del Pdl, ha riconosciuto ancora una volta l’accanimento giudiziario attuato nei confronti del Cavaliere. Con una premessa: il vero problema non sono i singoli processi ma il fatto che nei tribunali manca anche la carta, voglio dare pure una mano e trovare una soluzione ma senza danneggiare i cittadini.

Da qui la decisione di stanziare nuove risorse e il ‘compromesso’ (con il nuovo testo verrebbe a ‘cadere’ il processo Mills) del disegno di legge parlamentare. Anche se al momento non si escluderebbe alcuna ipotesi: nel Pdl i ‘falchi’ premono Berlusconi ad andare avanti, a far si’ che un emendamento riproponga la questione della prescrizione. «Per ora presentiamo il testo alle Camere, poi si vedrà», ragiona uno dei consiglieri del premier.

Il testo del ddl è in preparazione a palazzo Madama. C’è da vedere ora se si assisterà una prova di forza o se invece si cercherà un ulteriore ‘passo in avanti’ in seguito. Al momento anche la partita sulle regionali è bloccata e l’ex leader di An ha bocciato definitivamente la candidatura di Nicola Cosentino alla regione Campania.

Berlusconi, però, non accetta ricatti pre-elettorali e continua a considerare strategica la partita sulla giustizia. «Il premier èdeterminato a non arretrare» spiega chi gli ha parlato. I maldipancia all’interno del Pdl non sono stati superati e il partito del richiamo al ‘voto anticipato’ fa ancora sentire la propria voce.

Martedì in via dell’Umiltà si è tenuta una riunione (presenti Bondi e Cicchitto) in cui i vertici hanno chiesto ai ‘tecnici’ del partito di riprendere anche il discorso dell’immunità parlamentare. Fini stesso si è detto non contrario («Una cosa è l’immunità’, un’altra l’impunità») ma sul discorso della prescrizione breve non ha affatto intenzione di fare un passo indietro.