Giustizia/ Il Csm boccia il ddl Alfano su riforma del processo penale: “E’ incostituzionale”. Il ministro replica: “Decide il Parlamento”

Pubblicato il 15 Luglio 2009 18:13 | Ultimo aggiornamento: 15 Luglio 2009 18:13

Il Csm boccia il ddl Alfano lanciando l’allarme sulla sua incostituzionalità. Secondo la Sesta commissione della magistratura la riforma del processo penale viola almeno quattro principi della carta costituzionale. Anzitutto quello sull’obbligatorietà dell’azione penale con effetti «devastanti» sull’«efficacia» delle indagini. Inoltre, «rafforzando la dipendenza della polizia giudiziaria dal potere esecutivo» ed «estromettendo il pm dalle indagini», consentirebbe al governo di condizionare, se non addirittura controllare, l’azione penale.

Conclusioni, quelle dei togati di Palazzo Marescialli, contenute in un lungo documento tecnico (18 pagine) approvato all’unanimità. E che mette in discussione proprio le norme-chiave su cui si regge il castello legislativo del ministro Alfano. Sotto accusa i nuovi rapporti che si verrebbero a creare tra pubblico ministero e polizia giudiziaria, con quest’ultima in posizione forte quanto a autonomia nell’acquisizione e nella ricerca delle notizie di reato. E ancora, oltre all’obbligatorietà dell’azione penale, le norme all’esame del Senato – secondo il Csm – violano i principi costituzionali del giudice naturale (articolo 25) e della ragionevole durata dei processi (articolo 111). Due punti del ddl che hanno come conseguenze la «minor tutela degli interessi della difesa» e la «dilatazione» dei tempi dei procedimenti.

Da parte sua il ministro della Giustizia non si scomoda più di tanto: «Il Csm ha dato il suo parere – ha detto intervenendo in una trasmissione su La7 – ma il Parlamento è sovrano».