La Nuova Giustizia della Libertà: dei magistrati si potrà far quasi a meno. “Mani Pulite” sconfitta dopo 20 anni

di Mino Fuccillo
Pubblicato il 10 Marzo 2011 14:43 | Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2011 14:43

ROMA-L’applauso che in Consiglio dei ministri ha salutato il concepimento della “Nuova Giustizia” (per la nascita vera e propria occorrerà attendere un paio di annetti e un referendum) è stato un gesto liberatorio, un via libera, un “tana libera tutti” che presto si estenderà dal governo al paese. Nel governo la nuova libertà assume la forma della soddisfazione di porre termine, in vincenti termini, alla “partita” iniziata nel 1993. Allora, ha voluto ricordare Berlusconi, ci fu “l’esondazione e l’invasione” della magistratura nelle terre della politica. Ci fu “Mani Pulite” che, ci fosse già stata la “Nuova Giustizia”, mai sarebbe stata. E da allora, dal 1993, ha ancora spiegato Berlusconi, la partita non è mai finita: oggi ha la forma del “tentativo in atto di rovesciare il governo per via giudiziaria”. Con la “Nuova Giustizia” stop finalmente ad “esondazioni e rovesciamenti”: la partita finisce, la politica vince e si riprende i suoi territori. Applauso dunque alla “reconquista”, alla “remontada”, alla rivincita. Nel paese, previa annunciata massiccia campagna di informazione e pubblicità, la nuova libertà assumerà la forma di una tentazione, di un sogno che diventa possibile: fare a meno dei magistrati, almeno di quelli “di accusa” o almeno tenerseli lì come soprammobile.

In fondo a che servono davvero questi pubblici ministeri? Delinquenti ne beccano pochi, troppo spesso non trovano colpevoli. E spesso, quando la polizia li trova, le sentenze li mettono fuori. A ben guardare sono della specie di quelli che “abbaiono e non mordono”. E poi un cittadino, per un cittadino nella vita comune di ogni giorno ci sono già i vigili che ti fanno la multa, gli ausiliari del traffico che ti stangano al parcheggio dentro le strisce blu, i tutor su strade e autostrade per eccesso di velocità, quelli dell’Agenzia delle Entrate che ti spulciano dichiarazioni, partita Iva e studi di settore e poi la fila, i timbri e i bolli per avere la patente, il passaporto e la licenza…Di che altro controllo di legalità ci sarà bisogno, non bastano già tutte queste stazioni?

Un fremito di libertà annunciata già percorre la schiena d’Italia, l’ha detto Alfano, ministro della vecchia Giustizia suo malgrado e ministro felice della Nuova Giustizia: “Cittadino e pubblico ministero saranno messi alla pari”. Il pubblico ministero accusa? Il cittadino sa che deve andare dal giuidice che emette sentenza “con il cappello in mano e dandogli possibilmente del lei” (questa l’ha ripetuta Berlusconi). Quanti sono i cittadini che si sono trovati incagliati, incatenati e depressi in un’indagine e in un processo che non finiscono mai? Quanti sono i cittadini che hanno conosciuto il “braccio ottuso” della legge, la burocrazia delle carte bollate che ti afferra e soffoca? Migliaia, decine, centinaia di migliaia. La Nuova Giustizia rende giustizia al cittadino: su cosa si indaga e come si indaga e per quanto si indaga e poi si processa darà indicazioni il governo. Governo che si troverà di fronte circa cinquanta milioni di cittadini votanti alle elezioni e novemila magistrati di cui “qualcuno disturbato mentale se ha scelto quel mestiere (Berlusconi dixit). Qualche dubbio su quale piatto il governo e la politica faranno pesare le loro “indicazioni”? E’ la nuova bilancia della giustizia, lo ha spiegato Alfano.

I magistrati della Nuova Giustizia saranno separati, di qua chi indaga, di là chi emette sentenza. Separati nelle carriere perché non facciano tra loro “comunella”. Quelli che indagano saranno obbligati a indagare, ma solo nei limiti e secondo confini tracciati dalle “indicazioni” del governo. Avranno, se avranno prima avuto il via libera del governo a indagare, un solo colpo in canna: il cittadino se assolto in primo grado non potrà essere riportato in Tribunale per l’Appello dal pubblico ministero. L’Appello ci sarà solo se il cittadino è stato condannato al primo processo. A ulteriore garanzia del cittadino ci sarà un consiglio di disciplina che impartirà sanzioni al magistrato inquirente se…Se i Csm che diventano due e il consiglio di disciplina giudicherà che il magistrato ha sbagliato o esagerato. Nei Csm e nell’organo di disciplina la metà almeno dei componenti sarà “laica”, cioè non fatta di magistrati ma di uomini e donne nominati dalla politica e dal governo. Così si evitano le “lottizzazioni politiche” interne alla magistratura, alla bisogna pensa la politica direttamente.

Sarà una Nuova Giustizia in cui i cittadini si sentiranno più liberi e la politica non dovrà temere agguati. Sarà una Nuova Giustizia nella quale i magistrati saranno ospiti e i cittadini padroni di casa. Saranno, saremo tutti più liberi, dalla giustizia. Più liberei e sciolti e senza danno per nessuno. E se qualcuno si ostina a non crederci si guardi il sigillo di garanzia apposto dallo stesso Berlusconi: “Lo faccio solo per i cittadini, io non mi sono mai interessato di queste leggi a titolo personale”. Con questa garanzia di oro zecchino chi può mai dubitare della Nuova Giustizia? Quella dove dei magistrati si può finalmente fare a meno o quasi: una grande e moderna, “epocale” semplificazione della vita sociale.