Riforma della giustizia, Franceschini: “Se ci fosse stata Tangentopoli non sarebbe mai stata scoperta”

Pubblicato il 11 Marzo 2011 9:51 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2011 11:00

Dario Franceschini

ROMA – La riforma della giustizia approvata dal Consiglio dei Ministri è ”una cinica truffa, un’operazione di immagine pericolosa alla quale reagiremo in Parlamento e con la mobilitazione generale”. Lo afferma a Repubblica il capogruppo Pd alla Camera, Dario Franceschini, secondo cui anche la disponibilità manifestata dal ministro della Giustizia Angelino Alfano ad un confronto ”fa parte della presa in giro generale”.

Franceschini sottolinea che quella di ieri, 10 marzo, non è stata l’approvazione della riforma, perché una legge costituzionale richiede in Parlamento ”tempi biblici” e poi, ‘siccome non passerà mai con la maggioranza dei due terzi, subito dopo ci sarà il referendum”.

L’operazione condotta ieri ”punta solo a sollevare un polverone e ad alimentare l’immagine dei magistrati sovversivi nel momento in cui ripartono i processi contro il premier. E’ un provvedimento punitivo, noi reagiremo”.

Franceschini definisce quindi ”inquietanti” le parole del premier sul fatto che se ci fosse stata questa riforma 20 anni fa non ci sarebbe stata Tangentopoli e il governo non sarebbe stato ostacolato dai magistrati. ”Significa – spiega – che la reale volontà dell’esecutivo non è fare una riforma per tutti ma difendere il premier e i politici corrotti”.