Il Senato approva l’emendamento allunga processi

Pubblicato il 6 Aprile 2011 16:03 | Ultimo aggiornamento: 6 Aprile 2011 16:47

ROMA – La Commissione Giustizia del Senato ha approvato l’emendamento presentato dal capogruppo del Pdl in Commissione Franco Mugnai, che allunga di fatto ”a dismisura”, come osserva l’opposizione, i tempi del processo.

La proposta di modifica era stata presentata al disegno di legge sul giudizio abbreviato di cui è relatore Roberto Centaro (Pdl).

”Questa misura – spiega Luigi Li Gotti (Idv) – potrebbe avere gravi effetti sul processo Mills visto che la sentenza già passata in giudicato non potrebbe più avere valore di prova definitiva anche nel troncone del procedimento riguardante Silvio Berlusconi”.

Se questa norma dovesse diventare legge, sostengono alcuni senatori dell’opposizione tra cui Luigi Li Gotti dell’Idv, i tempi di tutti i processi potrebbero allungarsi ”a dismisura. Anche quelli di mafia”.

Il giudice, infatti, non potrà più respingere una prova per ”superfluità”, cosa che consentirà, ad esempio, di chiedere un elenco ”anche di migliaia di persone”, per essere ascoltati come testimoni. In più, si modifica anche la cosiddetta ”Norma Falcone”, il 238-bis del Codice di Procedura penale: una sentenza passata in giudicato non potrà più essere considerata come prova definitiva in un altro processo. Ogni volta, dovra’ essere dimostrato, di nuovo, tutto da capo.

”Nel processo Mills, ad esempio – sottolinea Li Gotti – la sentenza di condanna dell’avvocato inglese per corruzione in atti giudiziari non potrà più essere usata come prova definitiva nel troncone del procedimento che riguarda il presidente del Consiglio. Tutti i testimoni ascoltati nel processo a David Mills dovranno essere riascoltati anche in quello che comincerà nei confronti del premier”.

La misura proposta dal senatore del Pdl Franco Mugnai, potra’ essere applicata a tutti i procedimenti penali per i quali non ci sia ancora stata una sentenza di primo grado. ”E’ un altro aiuto al premier che sta raccattando da una Camera all’altra norme a suo favore”, commenta il senatore del Pd, Felice Casson. Altrettanto critica la senatrice del Pd Silvia Della Monica: ”un’altra riforma epocale – ironizza – sempre a favore del premier”.