Scajola e i suoi non vogliono le elezioni. Pdl spaccato

Pubblicato il 9 Novembre 2011 15:57 | Ultimo aggiornamento: 9 Novembre 2011 16:17

ROMA, 9 NOV – Elezioni anticipate. Berlusconi è sicuro, il Pdl molto meno. L’ipotesi di un voto ai primi mesi dell’anno non è infatti condivisa dall’ala degli “scajoliani”, ossia i parlamentari che fanno capo a Claudio Scajola. ”Andare alle urne ora sarebbe sbagliato”, scrive la rubrica ”la bussola” di Claudio Scajola sul sito Caravella.eu. ”Occorre – aggiunge – assicurare immediatamente stabilità di governo al Paese”.

Nell’articolo, pubblicato nella rubrica ”La bussola di Scajola”, si osserva che ”occorre guardare agli interessi nazionali e tenere conto di quanto ci hanno chiesto recentemente categorie produttive e sindacati e di come sta evolvendo la situazione economica con il divario il divario Btp-Bund che sale a 568 punti e i rendimenti che vanno sopra il 7%”. ”Occorre – prosegue l’editoriale – assicurare immediatamente stabilita’ di governo al Paese. Andare alle urne ora sarebbe sbagliato”.

”Pensiamo piuttosto – si legge nella ‘bussola di Scajola’ – cosa possiamo fare come classe dirigente e classe politica per l’Italia e gli italiani. Sarebbe troppo facile, per noi che nel 2011 abbiamo sempre precorso gli eventi, giocare a fare i grilli parlanti: il ‘noi l’avevamo detto’ e’ stato utilizzato da Claudio Scajola solo per servirlo secco sui denti di coloro che ci additavano di tradimento e invece, chiudendo gli occhi di fronte alla realta’, altro non hanno fanno che scavare la tomba a questo governo”. ”D’altra parte, se si sceglie – prosegue l’articolo – di chiudere anziche’ aprire, di non ricorrere agli ampi strumenti concessi dalla politica per sciogliere i nodi, ovvero cio’ che il Capo dello Stato ha fatto dal giorno della sua elezione fino ad oggi, non ci si puo’ stupire che le cose vadano degenerando. Ora pero’ non si puo’ continuare a giocare. Non siamo a Risiko. Non ci sono truppe da schierare al fronte, non c’e’ da invadere la Kamchatka”. ”I pilastri del nostro agire politico sono e restano: il rispetto della volonta’ popolare, la creazione della sezione italiana del partito popolare europeo, la salvaguardia di cio’ che come cattolici chiamiamo bene comune”, conclude la ‘bussola di Scajola’.