Gorizia: il sindaco vuole ridursi lo stipendio. La Regione: non potete, decidiamo noi

Pubblicato il 21 maggio 2010 14:57 | Ultimo aggiornamento: 21 maggio 2010 15:51

Il sindaco di Gorizia Ettore Romoli

Vorrebbero ridursi lo stipendio, ma non possono farlo. Il sindaco e la Giunta comunale di Gorizia hanno deciso di autoridursi del 5% le indennità. Ma la Regione dice no. In Friuli Venezia Giulia, lo statuto speciale concede agli organi regionali pieni poteri sulle autonomie locali. Lo dice la legge regionale 13 del 2002. Il testo prevede che solo la Giunta regionale può decidere sugli “stipendi” degli amministratori pubblici, contrariamente a quanto stabiliscono le normative nazionali. La legge statale, che altrove consente di modificare gli emolumenti, non è dunque applicabile nell’estremo Nord-Est, dove sindaci, assessori, consiglieri comunali e provinciali hanno due possibilità: o intascano tutto lo stipendio o ci rinunciano completamente.

«Viviamo nel regno dell’assurdo», ha commentato il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli. «Ci appelleremo al buonsenso della Regione perché ci venga permesso di ridurci lo stipendio a partire dal primo luglio. Altrimenti siamo pronti a percorrere l’unica strada possibile: ritirare l’intera indennità e successivamente devolvere la percentuale corrispondente alla riduzione a un fondo istituito ad hoc». Secondo le stime del Municipio, il taglio alle indennità garantirebbe al Comune circa 17 mila euro in più a bilancio.

Dalla Regione arriva però una tiepida apertura. Federica Seganti, l’assessore regionale alle Autonomie locali, si dichiara infatti d’accordo alla modifica della legge. «Ci stiamo già lavorando da tempo – dice l’esponente della Giunta – da prima del ”caso Gorizia”, tanto che gli uffici stanno verificando se serve una delibera o una nuova legge». A suo avviso, la soluzione migliore sarebbe quella di fissare un tetto massimo, lasciando poi ai singoli enti il compito di stabilire l’ammontare esatto dell’indennità.