Immigrazione: governo battuto tre volte, Fli vota con l’opposizione. Prove di crisi?

Pubblicato il 9 Novembre 2010 17:41 | Ultimo aggiornamento: 9 Novembre 2010 21:13

Prove di crisi in Parlamento: il governo è stato battuto a Montecitorio ben tre volte su emendamenti sulla cooperazione tra Italia e Libia. E in tutti e tre i casi Futuro e Libertà ha votato contro il governo. Prove di crisi di governo che arrivano a pochi giorni dall’incontro tra Bossi e Fini. Un incontro che serve al Senatur per tentare la mediazione e fare da “pacere” tra Fli e Pdl.

Intanto però Silvio Berlusconi non arretra, si dice “perplesso” su una crisi pilotata e torna a dire ai suoi: andiamo avanti, se vogliono far cadere il governo lo sfiducino in Parlamento.

Ore 18.36, il governo va sotto alla Camera sull’emendamento presentato da Matteo Mecacci, radicale del Pd, alla mozione sul trattato di Amicizia Italia-Libia. Nell’emendamento si chiede che i respingimenti vengano effettuati in base agli accordi internazionali e ai principi umanitari. Il governo aveva dato parere contrario. Fli e Udc votano a favore. L’emendamento è passato con 274 si’ e 261 no.

L’emendamento si riferisce alla mozione di maggioranza sulle iniziative volte alla revisione del trattato di amicizia, partneriato e cooperazione Italia-Libia, e verte in materia di immigrazione. In base al testo approvato, il governo viene impegnato ”a sollecitare con forza le autorità di Tripoli affinché ratifichino la Convenzione Onu sui rifugiati e riaprano l’ufficio dell’Unhcr a Tripoli quale premessa per continuare le politiche dei respingimenti dei migranti in Libia”. A favore del testo hanno votato, oltre al Pd e all’Idv, l’Udc e Fli, che non ha cambiato idea dopo i ripetuti appelli del sottosegretario Alfredo Mantica e di esponenti del Pdl ad allinearsi con il governo.

Dopo il voto, tutti i deputati del Pdl e della Lega si sono alzati in piedi tributando un ironico applauso ai colleghi di Fli, cui hanno urlato ”Bravi, bravi”!. Il leghista Gianpaolo Dozzo aveva detto prima del voto che l’atteggiamento assunto da Fli su questo emendamento era ”una prova di sganciamento” dei finiani dalla maggioranza.

Ore 20.30, il governo viene nuovamente battuto alla Camera su una mozione, questa volta dell’Udc, sui rapporti tra Italia e Libia dell’Udc. Il parere del governo era contrario, Fli ha votato a favore. Il testo e’ passato con 281 si, 269 no e un astenuto.

Passano tre minuti, sono le 20.33 e il l’esecutivo viene battuto per la terza volta, su una mozione addirittura ritirata dalla maggioranza e fatta propria da Fli. Anche in questo caso determinanti i voti di Fli a fronte del parere contrario del governo. Il testo è passato 281 si’ e 270 no.

Come per la mozione dell’Udc, per il governo e’ stato fatale il voto di Fli con l’opposizione. In entrambi i casi il risultato e’ stato accolto con esultanza dall’opposizione. E’ stata respinta la mozione dell’Idv, malgrado l’astensione dei finiani. Durante le votazioni dai banchi del Pdl si e’ gridato contro il capogruppo di Fli Italo Bocchino ”Buffone, buffone”. Gli animi si sono riscaldati parecchio quando il finiano Roberto Menia stava per raggiungere ai banchi del Pdl, Maurizio Bianconi che aveva accusato i finiani di incoerenza: e’ stato bloccato da Denis Verdini. A riportare la calma ha contribuito, con la sua possente mole, il sottosegretario Guido Crosetto, che ha incitato i colleghi del Pdl a stare zitti.

L’attesa, a questo punto, è tutta per l’incontro, previsto per giovedì, tra Umberto Bossi e Gianfranco Fini. Il Senatur ieri, al termine dell’incontro ad Arcore con Berlusconi, aveva detto: “Andiamo avanti, a Fini lo convinco io”. Vedremo, anche dopo questa prova di crisi, se ce la farà a ricompattare la maggioranza e salvare il governo.

Berlusconi: Berlusconi non arretra. Non vuole dimettersi, non vuole porre fine a questa legislatura. E’ scettico soprattutto, sull’idea di una crisi pilotata, anche perché, sarebbe il suo ragionamento, una volta aperta non si sa come va a finire. Da qui la volontà di andare avanti. Se vogliono far cadere il governo – è sempre il suo parere – lo sfiducino in Parlamento.

L’idea di una crisi pilotata per far entrare nella compagine i centristi di Casini, era stata proposta al premier anche nei mesi scorsi, ed anche in quella occasione, si ricorda in ambienti del Pdl, mantenne il punto tirando dritto. Il leader della Lega Umberto Bossi, nel corso del vertice di ieri ad Arcore con il presidente del Consiglio si e’ offerto di tentare una mediazione con il presidente della Camera Gianfranco Fini con l’obiettivo di trovare un accordo per un Berlusconi Bis, allargando la maggioranza all’Udc e con un rilancio del programma. La proposta del Senatur e’ stata definita un ”tentativo generoso”.

E il Cavaliere ha dato il via libera pur mantenendo tutte le riserve sul buon fine dell’iniziativa. In ambienti parlamentari del Pdl si da’ per certa una intesa nella maggioranza sulla legge di stabilita’. Un’intesa che consentira’ di proseguire almeno fino alla fine dell’anno. Poi, rilevano diversi parlamentari del Popolo della liberta’, ci si trovera’ davanti ad una ‘prateria’ dove potra’ succedere di tutto.

Silvio Berlusconi ha confidato a piu” di qualche fedelissimo il suo scetticismo raccontando i dettagli dell’accordo raggiunto ieri sera con Umberto Bossi. Il Senatur ha convinto il premier a tentare un’ ultima mediazione con il presidente della Camera facendosi lui ambasciatore tra l’ex leader di An e il Cavaliere. Umberto provaci tu, avrebbe detto il premier, vedi cosa ti dice Fini. Ma che sia chiaro, avrebbe rimarcato, che io non mi presto a nessun logoramento e non sono disposto a farmi mettere da parte. Berlusconi, osserva qualche dirigente del Pdl, vorrebbe l’ingresso dell’Udc nel governo come chiede Fini ma non e’ disposto pero’ a dimettersi.

Per quanto riguarda l’ipotesi di una crisi pilotata, questa strada, osserva un dirigente di primo piano del partito, potrebbe essere presa in considerazione solo con determinate garanzie da parte di Fini ma anche dello stesso Bossi. Il leader della Lega vuole incassare il federalismo, ragiona un ministro del Pdl, poi non avrebbe problemi a staccare la spina al governo. La paura di molti nel Pdl infatti e’ che ci possa essere un gioco di sponda tra i finiani e il Carroccio.

Bocchino: abbiamo detto che abbiamo mani libere… ”Abbiamo detto che abbiamo le mani libere… – ha commentato Italo Bocchino – Siamo a favore dei respingimenti ma anche per il rispetto dei diritti umani e quindi chiediamo solo che l’Onu riapre le sue sedi in Libia, e’ una cosa che nessuno ci puo’ contestare”.

Bersani: voto certifica crisi della maggioranza. ”Anche questo voto certifica una situazione che ora va chiarita fino in fondo”. Cosi’ il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha commentato a Montecitorio la sconfitta del governo oggi in aula alla Camera. Bersani ha definito un ”inutile traccheggiamento” l’annunciata mediazione di Bossi con Fini e le soluzioni cercate ”all’interno del perimetro del centrodestra”.